MAYA: SVELATO RITUALE BRUTALE IN UNA FOSSA COMUNE NEL CUORE DELLA GIUNGLA IN MESSICO


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Spiegel, 12 Dicembre 

Un ricercatore dell’Università di Bonn mostra i risultati delle sue indagini sugli scheletri della fossa comune di Uxul, risalente a 1.400 anni fa: le vittime apparentemente avevano un elevato status sociale e furono smembrate come dimostrazione di potere: «lo scopo era distruggere l'unità degli individui»... 

Diversi anni fa (nel 2013) gli archeologi del dipartimento di Storia e Cultura Maya dell’Università di Bonn hanno trovato le ossa di circa 20 persone in fondo a un serbatoio d’acqua nella città di Uxul, nell’attuale Messico. I ricercatori capirono immediatamemnte che non si trattava di morte naturale. Apparentemente i cadaveri erano stati abilmente dissezionati: le ossa di gambe e braccia erano state ammucchiate, il cranio mozzato e la mascella inferiore posta a semicerchio attorno ad esso. Per ricostruire la storia dei resti dI quei corpi smembrati nel VII secolo d.C. (1400 anni fa), in questi anni Nicolaus Seefeld, a capo del progetto finanziato dalla Gerda Henkel Foundationpresso l’Università di Bonn, ha investigato come se si trovasse di fronte a un caso criminale, con risultati sorprendenti. I resti sono stati divisi in contenitori di plastica colorati per ricostruire in laboratorio la loro posizione, registrando quadrati sul pavimento e posizionandoli secondo uno schema che ripoduceva l’ubicazione nella grotta attraverso le foto del ritrovamemto archeologico. 

Gli ultimi dati aggiornati dall’antropFossa comune di Uxul durante gli scavi del 2013: dopo che i corpi furono smembrati, le parti del corpo furono poste sul fondo di un serbatoio d'acqua artificiale e coperte con grandi blocchi di pietra. Foto ©Nicolaus Seefeldologo tedesco sono stati resi noti l’11 dicembre dall’Università di Bonn. In base all’analisi isotopica dello stronzio dell’Università Nazionale Autonoma del Messico (UNAM), la maggior parte delle vittime proviene dalle pianure meridionali del Guatemala, ad almeno 150 chilometri da Uxul. «Lo stronzio si deposita sui denti dopo essere stato assunto attraverso il cibo. Poiché lo sviluppo dello smalto è completato nella prima infanzia, è possibile derivare da tale analisi l’ambiente in cui un essere umano è cresciuto. Ovviamnete i rapporti isotopici differiscono da regione a regione», spiega Seefeld, che oggi dirige il progetto dell’Università di Bonn sulla fossa comune di Uxul e sul ruolo della violenza ritualizzata nella società Maya. Le origini delle vittime lasciano desumere che non siano state scelte a caso come sacrifici umani, ma che fossero prigionieri di guerra. Sebbene sia anche ipotizzabile che si trattasse d’immigrati. 

Secondo gli studiosi, però, la decapitazione e lo smembramento avvennivano, in epoca Maya, Un individuo della fossa comune di Uxul aveva incisioni ornamentali sugli incisivi superiori, che sono state riempite con un pigmento nero per una migliore visibilità. Questa forma precedentemente sconosciuta di gioielli dentali indica una posizione socialmente importante. Foto ©Nicolaus Seefeldprincipalmente in relazione a conflitti militari. Insieme ai ricercatori del laboratorio di geochimica del Geophysics Institute presso l’Università Nazionale Autonoma del Messico (UNAM), Seefeld ha prelevato minuscoli campioni di smalto dei denti da un totale di 13 individui su 20 rinvenuti, all’inizio di questa estate. «Purtroppo non è stato possibile esaminare il rapporto isotopico dello stronzio degli altri soggetti, perché i loro denti erano troppo cariati e il risultato sarebbe stato distorto», riferisce Seefeld. I risultati dell’analisi isotopica mostrano che la maggior parte delle vittime è cresciuta nelle pianure meridionali, in quello che oggi è il Guatemala. «Tuttavia, almeno un adulto e anche un bambino erano residenti locali di Uxul», afferma il ricercatore. Apparentemente erano per lo più persone di alto status sociale, poiché otto individui avevano elaborati gioielli con denti di giada o incisioni nei loro incisivi. Indagini dettagliate hanno rivelato che, oltre ad almeno 14 uomini e una donna, la fossa comune conteneva i resti di diversi adolescenti e un bambino di 18 mesi. 

Segni di tagli sulle inserzioni muscolari delle ossa lunghe indica che pelle, muscoli e tendini sono stati rimossi dagli arti. Foto ©Nicolaus Seefeld

Quasi tutte le ossa mostravano segni di tagli e ferite da lame di pietra. La loro distribuzione regolare mostra chiaramente che gli individui erano stati sistematicamente e deliberatamente smembrati. Le vittime furono uccise e decapitate fuori dal serbatoio d’acqua, poi smembrate e le parti del corpo poste sul fondo della grotta. I segni di calore sulle ossa hanno mostrato che i corpi erano stati esposti al fuoco, presumibilmente per rimuovere più facilmente pelle e muscoli. Tuttavia, non c’erano segni di morsi che avrebbero indicato la pratica del cannibalismo. In base alla ricostruSegni di bruciature sulle vertebre lombari di un uomo adulto dalla fossa comune di Uxul. Foto ©Nicolaus Seefeldzione, dopo lo smembramento, le parti del corpo che erano originariamente collegate, sarebbero state deliberatamente posizionate il più distanti l’una dall’altra. «Ciò dimostra il desiderio di distruggere l'unità fisica degli individui», afferma Seefeld. Gli ultimi risultati dell’analisi isotopica dello stronzio e le indagini antropologiche consentono anche conclusioni più precise sui possibili motivi delle uccisioni. 

Segni di taglio (linee rosse) e fratture (linee blu) indicano che il cuoio capelluto di questa testa è stato rimosso prima che il cappuccio del cranio fosse reciso con colpi focalizzati. Più tardi, il cappuccio del cranio fu deposto a circa tre metri di distanza. Foto ©Nicolaus Seefeld

È noto dalle rappresentazioni pittoriche della violenza rituale dei Maya che la decapitazione e lo smembramento degli umani si verificavano principalmente nel contesto di conflitti armati. Queste rappresentazioni mostrano spesso sovrani vittoriosi che hanno scelto di prendere le élite della città sconfitta come prigionieri di guerra e successivamente di umiliarle pubblicamente e di ucciderle. «Le azioni documentate in Uxul non dovrebbero quindi essere considerate come una semplice espressione di crudeltà o brutalità, ma come una dimostrazione di potere», afferma Seefeld. La spiegazione più plausibile per le prove attuali è che la maggior parte delle vittime fossero prigionieri di guerra da una città a sud delle pianure Maya, che furono sconfitte in uno scontro militare con Uxul.

Questa città, scoperta negli anni ’30 e poi dimenticata fino a poco tempo fa, è nascosta nel profondo della giungla messicana, tra le due principali città Maya di El Mirador a sud e Calakmul a nord-est. Il ritrovamento della fossa comune fu una coincidenza: in origine Seefeld voleva esplorare il sistema di approvvigionamento idrico dello stato della città, ma poi scoprì un canale, non lontano da piattaforme più piccole, dove la gente comune viveva in capanne di legno. La sua ricerca lo condusse alla grotta artificiale utilizzata come serbatoio d’acqua dove ha trovato i corpi: una stanza larga circa quattro per otto metri. 

Seefeld ha recentemente presentato i suoi risultati alla conferenza archeologica della Germania centrale di Halle e alla conferenza “Investigadores de la Cultura Maya” a Campeche in Messico. Gli scavi della fossa comune sono stati condotti nell’ambito del progetto archeologico del Dipartimento di Antropologia delle Americhe dell’Università di Bonn, guidato dal professor Nikolai Grube durante il periodo di ricerca dal 2009 al 2015.

Una coppia di ricercatori ha individuato una tomba sommersa a Gebel el-Silsila, nella valle delle cave di Giza, lungo il Nilo, dentro la quale galleggiano decine di corpi. Coperta dal fango anche una gigantesca anfora della XVIII dinastia. La scoperta è avvenuta in diretta durante la registrazione di una trasmissione televisiva…

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