MISTERIOSO MURO TROVATO IN IRAN. CHI L'HA COSTRUITO?


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a cura della redazione, 5 Novembre

notizia appresa su Antiquity Vol. 93 - Ottobre 2019 ( Cambridge)

Gli archeologi hanno identificato i resti di una lunghissima costruzione di pietra nella contea di Sar Pol-e Zahab, nell’Iran occidentale vicino all'attuale confine iraniano-iracheno, indicata dagli abitanti locali come il "Muro di Gawri". La dorsale di pietra corre da nord a sud sulle montagne occidentali di Sar Pol-e Zahab, estendendosi per quasi 115 chilometri dai Monti Bamu nell'area di Salas-e Bābājāni verso nord, fino al villaggio di Zhaw Marg, vicino a Guwaver di Gilan-e-Gharb nella parte meridionale della contea. Stabilire con esattezza una data per la costruzione del muro è però una sfida. Situata sulla rotta del Grande Khorasan, o "Porta dell’Asia", la regione è ricca di archeologia, con rilievi e iscrizioni rocciose. Qui, dal 2016 sono stati registrati ben 193 siti risalenti al Paleolitico medio fino alla tarda epoca islamica. ©Antiquity Vol. 93 - Ottobre 2019 ( Cambridge)Esistono, poi, altri progetti monumentali nella regione, come Qaleh Yazdgird, un grande castello difensivo, il sistema di irrigazione noto come Nahr-e Balash o l'antica città di Hulwān, che risalgono al periodo partico e sasanico. Costruzioni altrettanto impressionanti sopravvivono ad ovest del muro nella regione di Diyala, come i resti della città sasanide di Gawr Tepe. Eppure le prove archeologiche, tra cui rilievi rocciosi, alcune stele e un kudurru (pietra perimetrale), insieme a iscrizioni cuneiformi, identificano queste montagne come un confine tra Mesopotamia e Altopiano iraniano durante la fine del III millennio a.C.. «Il volume stimato è di circa un milione di metri cubi di pietra e avrebbe richiesto risorse significative in termini di forza lavoro, materiali e tempo», scrive Sajjad Alibaigi, il ricercatore del Dipartimento di Archeologia dell’Università di Teheran autore dello studio. Il percorso del muro sembra essere stato determinato dalla topografia dell'area e attraversa frequentemente creste montuose, raggiungendo altezze significative. ©Antiquity Vol. 93 - Ottobre 2019 ( Cambridge)«Non è chiaro se fosse difensivo o simbolico», ha specificato Alibaigi, osservando che potrebbe segnare il confine di un antico impero. Forse dei Parti o dei Sasanidi? «Entrambi gli imperi edificarono castelli nell’Iran occidentale, quindi è probabile che avessero le risorse necessarie per ergerlo», spiega il ricercatore. L'attribuzione sembra essere, al momento, supportata dalla presenza di alcune ceramiche del periodo tra il IV secolo a.C. e il II secolo d.C. lungo il muro, ma resta comunque un’ipotesi speculativa, che potrebbe essere ribaltata da ulteriori ritrovamenti. «Abbiamo esaminato intensamente circa 250 chilometri della regione di Sar Pol-e Zahab, tracciando la linea del muro fino a dove si estendeva oltre i confini nord e sud della nostra area di rilevamento», sottolinea Alibaigi che spera di trovare nuovi indizi. A causa della scarsa conservazione della barriera, non è stato possibile neppure stabilire l'effettiva altezza di un tempo, né se la lunghezza fosse maggiore. Le migliori stime la identificano come una struttura di 4 metri di larghezza e di circa 3 metri di altezza. Nello studio si legge anche che in più punti, lungo il muro, sono visibili resti di strutture ormai distrutte, «che potrebbero essere state torrette o veri e propri edifici», come spiega lo studioso, osservando che il muro stesso è costituito da materiali locali naturali, come ciottoli e massi, con resti di malta di gesso ancora visibili in alcune sezioni.

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