MISTERIOSO SOTTERRANEO NEL BOSCO ADIACENTE A CASTEL DEL MONTE


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Fame di Sud, 14 Gennaio

Nel boschetto adiacente al viale a due passi dal famoso maniero federiciano, tempo fa sono stati rinvenuti i resti di uno strano cunicolo. Ancora oggi non è stato chiarito se si tratti di un’antica cisterna o dell'accesso a una rete sotterranea ben più vasta...

ACQUISTA ORAMurge occidentali, a 540 metri sul livello del mare: siamo in territorio di Andria, a Castel del Monte, il leggendario maniero tanto amato dall’imperatore Federico II di Svevia nel XIII secolo nei pressi della località di Santa Maria del Monte. Un luogo conosciuto in tutto il mondo soprattutto da quando nel 1996 fu inserito nell’elenco dei patrimoni dell’UNESCO. Un monumento che affascina studiosi e appassionati di misteri soprattutto a causa delle molteplici ipotesi formulate intorno alla sua possibile funzione, tematica affrontata anche nel documentatissimo studio pubblicato dagli architetti e ricercatori pugliesi Giuseppe Fallacara e Ubaldo Occhinegro che, escludendo usi militari o venatorii, parlano di un “tempio per la cura e riabilitazione del corpo” basato sull’uso delle acque. 

Tempo fa a rinfocolare l’interesse per Castel del Monte fu una notizia divulgata qualche dal portale pugliese videoandria.com: nel boschetto di pini di Aleppo che circonda il maniero era emerso un misterioso ambiente sotterraneo, forse a seguito di un crollo della volta. L’area allora transennata col classico nastro bicolore, segno che la Soprintendenza era già intervenuta a metterla in sicurezza. A far trapelare la notizia della voragine, chiaramente di origine artificale come si evince dai blocchi squadrati visibili nella sezione del terreno, fu Giuseppe Marzano, antiquario noto per aver restaurato i navigli leonardeschi di Milano e aver partecipato come capo cantiere al progetto di restauro del Museo di Stato delle Arti di Baku, Capitale dell’Azerbaigian.

L’area delimitata risulta larga circa 3 metri e lunga più o meno altrettanto, ma è possibile ipotizzare che sia ben più vasta e forse orientata verso la statale o anche, in senso opposto, verso la base del celebre castello federiciano. Il carattere artificiale delle strutture non è tuttavia al momento un dato sufficiente per azzardare una datazione del manufatto. A occhio sembrerebbe una struttura molto antica e secondo Marzano, se ciò fosse confermato potrebbe aprire scenari inediti in merito alla possibile destinazione di quello che certamente è uno dei monumenti più misteriosi del mondo. Marzano ipotizza che possa trattarsi dei resti della leggendaria chiesa di S. Maria del Monte Balneolo, un’antica abbazia benedettina che sarebbe esistita prima dell’edificazione del castello.

Pare che secondo antiche fonti, Federico II di Svevia, in previsione della costruzione del castello, ne abbia fatto trasferire i monaci a Barletta. Sull’argomento viene citato un libro di censi del 1192 nel quale sarebbe scritto che il monastero di S. Maria del Monte in diocesi di Andria, pagava una mezza oncia aurea ogni anno. L’appellativo di “Balneolo” (da balneum, che significa bagno e quindi appare un riferimento alla presenza di acqua) sarebbe da ricondurre alla Tabula Peutingeriana, che descrive il letto del fiume Aveldium presso le Murge e accanto alla sorgente indica un lago (oggi scomparso) nelle vicinanze di Castromonte, presso la via che conduceva a Castel del Monte. Secondo Marzano l’ambiente ipogeico emerso di recente, forse una cisterna, potrebbe quindi afferire proprio alle strutture della citata abbazia di S. Maria del Monte Balneolo, che un’altra leggenda ricollega al culto di una Vergine Nera, rielaborazione cristiana della pagana Madre Terra.

Al di là delle suggestioni leggendarie solo un attento studio della struttura ritrovata potrà permetterne una lettura storicamente attendibile. Infatti, anche sul reale destino della menzionata abbazia benedettina le ipotesi sono controverse: alla tesi secondo la quale sarebbe stata demolita per far posto a Castel del Monte, viene opposta quella di chi ritiene che essa non sorgesse esattamente sull’attuale sito del castello, risultando ancora citatata in fonti più tarde e quindi non compatibili con la sua cronologia. C’è quindi chi azzarda l’idea che l’abbazia fosse solo vicina (nell’area oggi a destinazione residenziale) e in parte forse danneggiata dalla costruzione di Castel del Monte. Per ora resta quindi solo il fascino delle leggende inevitabilmente rinverdite da questo ritrovamento, soprattutto se si pone mente a quella, molto diffusa a livello popolare, di camminamenti che dalla Murgia porterebbero fino in città o, addirittura, secondo una sua variante, fino a Barletta. 

Potrebbero forse esserci tunnel sotterranei che dalla zona Castel del Monte portano in altre zone della Murgia? L’ipotesi, considerata azzardata se non fantasiosa dagli studi ufficiali, sarebbe sostenuta dalla presenza di sotterranei visti nella zona del quartiere di Santa Maria Vetere o più semplicemente in direzione via Castel del Monte. Camminamenti che in parte, stando a quanto dichiarato da Michele De Lucia, appassionato ricercatore di storia locale, curatore di un museo personale di libri e foto d’epoca, sarebbero stati nel corso della Storia riutilizzati come canali per far defluire l’acqua. Viceversa, nella pineta di Castel del Monte, spunta un sotterraneo che andrebbe studiato a fondo. Difficile immaginarsi camminamenti in grado di portare dalla città di Andria sino a Castel del Monte (si parlerebbe molti, troppi chilometri!) forse questa leggenda potrebbe basarsi su realtà più limitate ma comunque affascinanti e meritevoli di un approfondimento.Il responso definitivo resta solo agli archeologi e agli storici magari sulla base di una apposita campagna di scavi che permetta di comprendere cos’altro si cela oltre quella linea d’ombra che separa il bosco di Castel del Monte dalla verità.

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