MUMMIA DI UN'AMAZZONE BAMBINA IN SIBERIA


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a cura della redazione, 17 Giugno

Le donne guerriere narrate da Erodoto esistevano. Lo confermano le analisi genetiche effettuate con le più moderne tecniche scientifiche sul corpo mummificato di una tredicenne vergine di 2.600 anni fa. Per oltre 30 anni, dopo il suo ritrovamento, era stata scambiata dai ricercatori per un maschio. Sepolta insieme alle sue armi, la bambina indossava uno strano cappello con un disegno a spirale rosso…

ACQUISTA ORAI ricercatori dell’Istituto di Fisica e Tecnologia di Mosca hanno finalmente mappato il genoma di un corpo mummificato, scoperto nella repubblica siberiana di Tuva, sepolto in un sarcofago di legno nel 1988. I risultati del nuovo studio sono stati pubblicati peer review su Stratum plus, n. 3, 2020Inizialmente gli scienziati pensavano che si trattasse dei resti ben conservati di un giovane guerriero maschio prepubescente di 2.600 anni fa. L’errata valutazione di genere da parte degli studiosi è stata determinata dall’assenza nella tomba di ornamenti, quali perline e specchi, in genere recuperati dalle sepolture femminili. Il corpo, vestito con una lunga pelliccia, una camicia, pantaloni e un berretto di pelle decorato con una spirale rossa, fu sepolto con un set completo di armi: un'ascia da battaglia, un arco di betulla lungo un metro, una faretra fatta di pelle di cavallo attaccata alla cintura, che conteneva dieci frecce lunghe circa 70 centimetri con punte di legno, di osso e di bronzo. Foto ©Vladimir Semyonov, ©A.Yu. Makeeva, ©Varvara Busova
Stratum plus, n. 3, 2020

Dopo tre decenni il corpo è stato sottoposto ad analisi paleogenetica presso il Laboratorio di Genetica Storica dell’Istituto moscovita, cui hanno fatto seguito le analisi del radiocarbonio e di fisica applicata da parte del dott. Kharis Mustafin, della dott.ssa Irina Alborova e della dottoranda Alina Matsvai. Con loro grande sorpresa gli scienziati hanno scoperto che avevano difronte la mummia di una ragazza, una giovane amazzone che non aveva ancora raggiunto l'età di 13 anni , vissuta tra il VII e il VI secolo a.C.. Gli archeologi hanno scoperto che i resti della piccola guerriera erano così ben conservati che era visibile sul suo viso una verruca. Sulla pelle, nell’area dell’addome, è stata riscontrata anche una cucitura, il che implica un tentativo di mummificazione artificiale. 

Foto ©Vladimir Semyonov
Stratum plus, n. 3, 2020
Disegno ©Vladimir Semyonov 1988
Non sono state trovate però racce di trapanazione, cosa normale tra le sepolture degli Sciti, che erano soliti sottoporre il cadavere a un trattamento di mummificazione prima della sepoltura, con estrazione del cervello mediante trapanazione cranica e di tutti gli organi interni e dei muscoli. La ragazza guerriera fu sepolta in una pelliccia a doppio petto sotto il ginocchio con lunghe maniche dritte fatte con la pelle di un geroba del deserto, un roditore, cucite a patchwork. Indossava una camicia sotto il “cappotto”, e pantaloni marrone chiaro o forse una gonna. Ha viaggiato nell’Aldilà con un berretto di pelle, la cui forma è stata completamente restaurata da Natalya Sinitsyna. Un ornamento a spirale copriva l’intera superficie con un pigmento rosso, scendendo in modo irregolare su uno dei bordi del cappuccio. La sua bara, ricavata da un singolo pezzo di legno, era stata sepolta a una profondità di poco più di mezzo metro sotto terra, orientata a sud-ovest. 

Foto ©A.Yu. Makeeva, ©Varvara Busova Stratum plus, n. 3, 2020

«Non solo la presenza di armi nella tomba di una bambina ci offre un nuovo spaccato della struttura sociale di tale proto-società nomade, ma la discrepanza nelle norme del rito funebre sino ad ora registrate ci riporta senza esitazione al mito delle Amazzoni, le donne guerriere dell'Asia centrale, sopravvissute grazie allo storico greco Erodoto», spiega Marina Kilunovskaya, ricercatrice presso l’Istituto di Cultura Materiale Storica di San Pietroburgo su The Siberian Times. I Greci incontrarono gli Sciti del Ponto a partire dal VII secolo a.C. nel corso della loro colonizzazione del Mar Nero. Erodoto, ce ne parla nel IV Libro (110-117) delle sue “Storie", scritte attorno al 500 a.C.. Lo storico racconta delle Amazzoni, che colloca proprio nella Scizia, dove sarebbero emigrate dopo essere state sconfitte dai guerrieri greci. In quella terra lontana, tra le montagne del Caucaso, le Amazzoni si sarebbero unite, anche carnalmente, ai guerrieri Sciti, dando origine al popolo dei Sarmati. Ed è tra questi abilissimi  e feroci arcieri, che il medico greco Ippocrate ( 460 a.C. - 370 a.C.)  riporta la presenza di donne guerriere  cui era concesso cavalcare, tirare le frecce montare a cavallo e combattere i nemici, purché vergini, concedendosi al matrimonio solo dopo aver ucciso tre dei loro nemici e sposandosi solo dopo aver eseguito i riti sacri tradizionali. Non è la prima volta che gli scavi portano alla scoperta di queste donne guerriere. A gennaio avevamo infatti già dato la notizia del ritrovamento quattro donne guerriere di 2.500 anni fa, sepolte accanto a punte di freccia, lance e attrezzature per l’equitazione in una tomba nella Russia occidentale. Scavi precedenti hanno rivelato prove simili, anche se non sempre così ben conservate. Già nel 2017, i ricercatori armeni avevano scoperto i resti di una donna di vent’anni, morta sicuramente in battaglia, che ricordava i miti delle Amazzoni. Nel loro rapporto, pubblicato a novembre 2019 sull’International Journal of Osteoarchaeology, gli studiosi fecero notare che aveva una punta di freccia conficcata nella gamba e che la sua struttura ossea e muscolare indicava che era un’abile cavallerizza. Insieme alla donna più anziana fu deposto anche uno strano coltello di ferro con la punta biforcuta, avvolto in un pezzo di stoffa. Reperti, come molti dettagli sull’arma e sull’imbracatura del cavallo, che dimostravano quanto tali donne guerriere fossero un’istituzione per le tribù nomadi iraniane e semi nomadi dell’Europa orientale. Pezzi du un puzzle che dimostrano, insieme alle ultime scoperte e alle recenti analisi dell’Istituto di Fisica e Tecnologia di Mosca, che le Amazzoni esistettero realmente.

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