NABTA PLAYA E IL LEGAME CON LA COSMOLOGIA EGIZIA


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VIDEO: Robert Bauval 

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Circa 5.000 anni fa, la civiltà dei costruttori di megaliti di Nabta Playa crollò quando ci fu un brusco cambiamento climatico e il deserto tornò di nuovo a dominare nella regione. Gli abitanti della zona furono costretti a migrare in un'area più abitabile, ma dove sono andati? Alcuni archeologi, come J. McKim Malville, credono che il popolo di Nabta si sia fatto strada nella Valle del Nilo, stimolando la crescita e lo sviluppo delle grandi città che successivamente sorsero in Egitto. "Entro circa 500 anni dopo l'esodo da Nabta, fu costruita la piramide a gradoni di Saqqara, che indicava che esisteva una base culturale preesistente, che potrebbe aver avuto origine nel deserto dell'Alto Egitto. Un esodo dal deserto nubiano 5000 anni fa avrebbe potuto accelerare lo sviluppo della differenziazione sociale nelle culture pre-dinastiche attraverso l'arrivo di gruppi nomadi che erano più organizzati e possedevano una cosmologia più complessa". A testimoniarlo il ritrovamento del sito di Nabta Playa: centinaia di tumuli preistorici, stele e strutture megalitiche situate nel deserto della Nubia, a circa 100 chilometri a ovest di Abu Simbel, nel sud dell'Egitto. Sono il lascito di una comunità urbana molto avanzata sorta circa 11.000 anni fa. I megaliti sono stati trovati in gruppi separati, disposti in direzione nord-sud.


Nella zona più settentrionale del sito, vi è un gruppo di circa dieci tumuli di terra e pietre sollevate sopra una tomba, fatti di arenaria che contenevano i resti di bovini, capre e pecore. Tra questi tumoli uno era più grande, otto metri di diametro per un metro di altezza, scavato nel terreno e circondato da una cornice di argilla. All'interno, gli archeologi hanno trovato i resti di un'intera giovane mucca, che risaliva a circa 7.400 anni fa. Una scoperta che suggerisce la pratica del sacrificio associata alla “credenza” di un dio, indicando che Nabta Playa potrebbe essere stata usata come centro cerimoniale regionale, senza precedenti in Africa a quel tempo. Sebbene strutture megalitiche simili siano state trovate in altre aree, esse sono generalmente più tarde. Secondo Schild e Wendorf, ci sono prove sufficienti per suggerire che almeno alcune delle radici delle antiche credenze egiziane, della magia e della religione, siano originate dalla gente di Nabta Playa. Un'altra caratteristica significativa del sito è la serie di piccoli complessi di pietra megalitici a forma di fungo. Il popolo di Nabta Playa avrebbe modellato le rocce in modo che avessero lati convessi e un bordo dritto rivolto a nord. Hanno quindi posizionato orizzontalmente un’altra grande pietra sagomata per farla assomigliare ad una mucca o a un altro grande animale. Un certo numero di rocce, poi, sono  collocate a sostegno della “scultura", mentre il pozzo è stato riempito con sedimenti. Gli studiosi ritengono che le "sculture" risalgano tra 5.500 e 5.000 anni fa. Non è ancora noto perché gli antichi abbiano creato queste strutture insolite. Potrebbero aver avuto una funzione pratica, forse un calendario. Alcune steli sono infatti allineate con la costellazione dell’Orsa Maggiore, la cui stella più luminosa era molto importante anche nella cosmologia egizia antica. Inoltre, si ritiene che la fila di tre megaliti all'interno del cerchio del calendario di Nabta Playa rappresenti la Cintura di Orione, che occupava anche un posto importante nell'antica astronomia egiziana. Robert Bouval, sottolinea un'altra caratteristica intrigante: "Forse il legame più convincente tra i miti e la religione dell'Antico Egitto e gli allevatori di bestiame del sud ovest desertico sono i gruppi di stele Nabta. Le steli sono rivolte verso la regione circumpolare dei cieli. Secondo i primi testi funerari egizi noti come i Testi delle Piramidi, questo è un luogo in cui le stelle non muoiono mai e dove non esiste la morte ".