NUOVO CERCHIO RITUALE VICINO A STONEHENGE?


4 min letti

a cura della redazione, 22 Giugno

Un gigantesco monumento a forma di anello, costituito da enormi pozzi ormai vuoti che sembra ospitassero pesanti monoliti, è stato individuato lungo la linea del Durrington Walls. L'imponente struttura si trova all'interno dell'area sacra che custodisce anche il megalitico cerchio di pietre preistorico britannico...

ACQUISTA ORAGli archeologi hanno scoperto un nuovo importante monumento preistorico a breve distanza da Stonehenge: circa 200 enormi pozzi, larghi più di 10 metri di larghezza e scavati a cinque metri di profondità, che formano un vasto cerchio di oltre 2 chilometri di diametro attorno alla cinta muraria di Durrington. Le indagini sui carotaggi pubblicate sull’open access journal Internet Archeologysuggeriscono che i pozzi furono scavati più di 4.500 anni fa. Sebbene lo scopo esatto rimanga un mistero, gli archeologi pensano si tratti di una sorta di area di confine dell’area sacra. Se l’enorme recinto fosse stato la dimora di un cerchio di pietre, sarebbe stato imponente. La scoperta, arrivata subito dopo il Solstizio d’estate, è frutto di un lavoro interdisciplinare che ha coinvolto esperti dell’Università di St. Andrews, di Birmingham, di Warwick, del Trinity Saint David e del Centro di Ricerca Ambientale Scozzese dellUniversità di Glasgow.

La ricerca, annuncia Reuters, è inziata dopo che erano state riscontrate anomalie nel terreno, quando lo scorso anno le scansioni radar di un team dell’Istituto Ludwig Boltzmann in Austria e dell’Università di Birmingham hanno rivelato ciò che sembrava essere il “cimitero” di 90 megaliti sdraiati su un lato sotto l’enorme banco di terra. Dopo aver scavato i primi pozzi, però, i ricercatori hanno trovato solo gigantesche fosse che un tempo contenevano pali di legno. Precedenti scavi sul sito avevano rivelato nella zona anche alcune abitazioni, suggerendo l’esistenza di un insediamento neolitico all'interno del villaggio nel Wiltshire. Si pensa, infatti, che Durrington abbia ospitato i costruttori di Stonehenge a meno di 3 chilometri di distanza. 

La ricerca guidata dal Stonehenge Hidden Landscapes Project, dal Stonehenge Riverside Project e dal National Trust non esclude si tratti di altro. L’archeologo Nicola Snashall ha dichiarato al Daily Mail che le pietre potrebebro essere state spostate: «Quello che abbiamo ora sono almeno 120 pozzi, di cui 20 già analizzati, ma potrebbero essere più di 200. Sembrano seguire la linea di quella che oggi è un’enorme opera in terra conosciuta come Durrington Walls». I sedimenti di legno potrebbero dunque essere parti di travi utilizzate per fare leva.

Qui i movimenti di terra si estendono su un’area di 480 metri di diametro circondata da un fossato largo fino a 17 metri e da una riva esterna larga circa 130 metri e alta 10. Non è chiaro il motivo per cui anche i pali siano stati rimossi e l’enorme fossato abbia preso il loro posto. 

L’archeologo Vincent Gaffney, su The Guardian,  ha ribadito che è una scoperta senza precedenti, di grande significato nel Regno Unito. I principali ricercatori che studiano le fasi che hanno portato alla costruzione di Stonehenge sono stati sorpresi dalle proporzioni della struttura così vicina all'emblematico cromlech della piana di Salisbury e dal fatto che non sia stata individuata prima d’ora. Un’incredibile opera d’ingegneria, secondo gli studiosi, che attesta la complessità delle strutture monumentali all'interno del paesaggio di Stonehenge, la capacità e la volontà delle comunità neolitiche di registrare i loro sistemi di credenze cosmologiche in modi e su una scala che non sono mai state registrate in precedenza. Chi ha rimosso le pietre? Da quanto tempo erano lì? Ma soprattutto ora dove sono? Domande che aprono la strada a diverse ipotesi speculative.

«Se il Woodhenge di Durrington Walls (come è stata ribattezzata la località del ritrovamento) fosse stata la dimora di un cerchio di pietre, avrebbe sminuito il suo vicino più famoso, Stonehenge - spiega Snashall alla BBC, aggiungendo che - il rituale e la religione erano parti importanti della vita quotidiana di chi abitò queste terre e non possiamo escludere che si tratti di un cerchio commemorativo».

Questa sorprendente scoperta offre nuove intuizioni sulla vita e sulle credenze dei nostri antenati neolitici in Britannia. Secondo Richard Bates, della School of Earth and Environmental Sciences, il telerilevamento e campionamento accurato stanno dando una visione del passato che «mostra una società ancora più complessa di quanto potremmo mai immaginare. Le pratiche chiaramente sofisticate che abbiamo riscontrato ci dicono che le persone qui erano in sintonia con gli eventi naturali in misura tale che possiamo a malapena concepirlo oggi». Inoltre i tamponamenti sedimentari contengono un ricco e affascinante archivio d’informazioni ambientali precedentemente sconosciute. «Con la profilazione e la datazione della luminescenza stimolate otticamente, possiamo scrivere narrazioni dettagliate sul paesaggio di Stonehenge negli ultimi 4000 anni», aggiunge Tim Kinnaird intervistato da The Indipendent .

Si inizia dunque ad avere una visione senza precedenti della storia dei costruttori di Stonehenge e in base agli indizi si inizia a restringere il campo delle ipotesi sul suo scopo. Se fino al 2016 il principale monumento più antico costuirto vicino al famoso sito inglese era Robin Hood’s Ball, circa 4 chilometri a nord-ovest, la scoperta del cerchi concentrici di Larkhill (datati a circa 5.600 anni fa) ampliò quattro anni fa i confini di quello che un tempo era un vasto complesso cerimoniale preistorico. Un’ulteriore prova che centinaia di anni prima della costruzione di Stonehenge l’intera regione era ritualisticamente già molto attiva, più di quanto gli archeologi avessero precedentemente pensato. È qui che gli archeologi hanno trovato prove di un uso rituale regolare della struttura, inclusi frammenti di ciotole deliberatamente rotte, grandi quantità di ossa di animali e resti umani. Tasselli che non sono stati ancora messi insieme in un unico studio né sottoposti a peer review. I lavori sono ancora in corso, quindi dobbiamo attendere ulteriori scavi e analisi prima di eccitarci troppo. Ma la nuova scoperta suggerisce che probabilmente ci sono altri importanti monumenti nella zona che aspettano solo di essere trovati.

RIPRODUZIONE RISERVATA ©XPublishing2020

🌐www.xpublishing.it⠀📧 info@xpublishing.it⠀⁠☎️ 0774 403346