PERCHÉ IL SOLE TRAMONTA SULLA SPALLA DESTRA DELLA SFINGE NEL GIORNO DEGLI EQUINOZI?


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a cura della redazione, 23 Marzo

Foto © Egitto, Ministero delle Antichità

Una straordinaria immagine divulgata dal governo egiziano potrebbe rivoluzionare la nostra comprensione dell’antica scultura che sovrasta la Piana di Giza, confermandone il ruolo nella religione e nella cultura dell’antico popolo che si insediò lungo le rive del Nilo... 

ACQUISTA ORAPer la prima volta il Ministero delle Antichità Egizie ha ufficialmente confermato che la Sfinge dell’altopiano vicino al Cairo fu edificata con precise caratteristiche astronomiche. La comunicazione è avventa attraverso un post pubblicato sulla pagina ufficiale di Facebook dell’ente governativo, il 19 marzo scorso, commentando un fenomeno che si ripete solo due volte l’anno, in occasione degli equinozi di primavera e di autunno. A corredo una splendida foto che mostra come il Sole, proprio in quelle date simboliche, tramonti sulla spalla destra della gigantesca scultura dalla testa di leone a guardia delle piramidi di Giza. Per il Ministero, nel suggerire che la Sfinge sarebbe stata ricavata da un affioramento calacreo «gli archeologisi sbagliavano». Il fenomeno dimostrerebbe, invece, che «non si tratta di una casualità, ma della prova di una precisa disposizione architettonica, frutto di una profonda conoscenza astronomica e con un chiaro intento religioso», come confermerebbe un recente studio.


Come si legge su un approfondimento pubblicato da “Live Science, gli studiosi oggi confermerebbero che la Sfinge è «stata costruita e posizionata strategicamente in modo che il Sole tramontasse sulla sua spalla destra in corrispondenza degli equinozi di primavera e di autunno, quando l’asse terrestre è perfettamente perpendicolare e gli emisferi Nord e Sud ricevono uguale quantità di luce solare in modo che il giorno e la notte siano perfettamente bilanciati tra loro». Secondo Zahi Hawass, intervistato da “Egypt Today”, «la Grande Piramide di Giza è nota per essere quasi perfettamente allineata ai punti di Nord, Sud, Est e Ovest». Il fenomeno avverrebbe proprio perché «gli Antichi Egizi costruirono la gigantesca statua in modo che il suo sguardo fosse diretto verso il punto in cui il Sole sorge nei due giorni equinoziali, per poi tramontare alle sue spalle in corrispondenza del lato destro, creando precisi giochi di luce». È, infatti, durante gli equinozi che il Sole, passando dall’emisfero australe a quello boreale in marzo (e viceversa in settembre durante l’equinozio di autunno), attraversa l’orizzonte celeste e tocca il cosiddetto punto vernale, intersezione tra l’eclittica e l’equatore celeste. Ed è in quei due giorni che il Sole sorge perfettamente a Est, tramonta perfettamente a Ovest e a Mezzogiorno si trova allo Zenith. «Un gioco di Luce che si ripete anche a giugno, quando l’Astro lucente tramonta, però, tra le due piramidi di Khufu e Khafre», ricorda Hawass, supportato dalla dottoressa Grey Brennan.

Nel 2000, J.A.R. Legon misurò il piano del sito delle piramidi di Giza usando la misura egiziana antica standard, il cubito reale. Il rapporto tra l’apice della piramide di Khafre e il punto di terreno basso della piramide di Khufu è importante in quanto indica dove sorge il sole il 21 giugno, che è la data del solstizio d'estate. L’angolo tangente è facilmente calcolabile usando le misure di Legon. L’ultimo studio, che ha indotto il Ministero delle Antichità a sottolineare il profondo valore religioso della disposizone della Sfinge e nel quale viene sottolineato il “quasi perfetto” allineamento con il tramonto equinoziale, risale al 2018 quando fu pubblicato sul “Journal of Ancient Egyptian Architecture”. Nel suo lavoro, l’ingegnere Glen Dash ha studiato, osservato e riscontrato non solo l’allineamento di tre piramidi della Piana (la Grande Piramide di Khufu, la Piramide di Khafre e la Piramide Rossa), ma ha scoperto che tutte e tre presentano lo stesso piccolo errore, essendo ruotate leggermente in senso antiorario rispetto ai punti cardinali. «Gli egiziani, purtroppo, ci hanno lasciato pochi indizi - spiega il ricercatore su “Newsweek" - non sono stati trovati documenti d’ingegneria o piani architettonici che forniscano spiegazioni tecniche o che dimostrino come gli Antichi Egizi abbiano allineato i loro templi o piramidi. Non sono mai state scoperte bussole egizie né altri tipi di sofisticate apparecchiature di rilevamento». A tal proposito Dash ha suggerito che gli Antichi Egizi possano aver adoperato l’ombra proiettata da un’asta seguendo il movimento del Sole durante gli equinozi, muovendosi in linea retta da Est a Ovest.

LA SCHEDA DI FENIX
Con l’equinozio di primavera il Sole torna a scaldare la terra con una luminosità e un calore sempre maggiori e, allo stesso modo, il nostro Sole Interiore torna a brillare in maniera più accesa dentro di noi. È una fase in cui predomina la Rinascita. Lo setsso periodo dell'anno durante il quale si suole festaeggiare la Resurrezione del Cristo. È la meta del cammino. Quel cammino iniziato con il solstizio d’inverno (Natale), con la nascita del bambino interiore (il Gesù, l’Io Sono) la scintilla risvegliata, alimentata e nutrita, che cresce e apprende a vibrare a un livello più elevato. «Se non morirete, non vivrete…» diceva Gesù, ed è un passaggio necessario che anche la natura rispetta per la propria evoluzione. Il seme muore per rinascere come pianta, il bruco muore per rinascere come farfalla. Naturalmente la Resurrezione definitiva dell’essere umano, la sua Trasmutazione (per dirla in termini alchemici) non avviene all’improvviso, ma è un frutto progressivo di un lavoro costante. Un lavoro che impegna i tre fuochi presenti nell’uomo. Il Fuoco perpetua la Vita ed è per questo che gli antichi lo tenevano sempre acceso nei templi.

Di fatto, la connessione tra astronomia e costruzione delle piramidi è stata oggetto di approfondite indagini per molti anni. In realtà la teoria dell’allineamento affonda le sue radici in studi archeologici precedenti, definiti “alternativi”, che intepretano i monumenti della Piana di Giza come una mappa stellare che replica fedelmente nella disposizione delle Piramidi e della Sfinge, le costellazioni di Orione e del Leone osservate all’alba dell’equinozio di primavera durante l’era astronomica del Leone (ovvero l’epoca in cui il Sole si trovava all’interno della costellazione del Leone durante l’Equinozio di primavera). Uno studio legato alle epoche precessionali, divise in periodi di 2.160 anni, che utilizzando le più recenti ricostruzoni astonomiche computerizzate, ci parla di precise coordinate stellari proiettata sulla terra attraverso i monumenti, relative a un periodo compreso tra il 10970 e l’8810 a.C. del calendario gregoriano.

La disposizione delle tre Piramidi di Cheope, Kefren, e Micerino, così come le misteriose fattezze della Sfinge e la posizione dello stesso Nilo, hanno suscitato l’interesse di noti studiosi di archeologia “alternativa”, come Graham Hancock, John West, Robert Bauval. Secondo le loro teorie, la Piana di Giza rappresenterebbe la Volta Celeste, il fiume Nilo, la Via Lattea, le tre Piramidi di Giza le tre stelle della Cintura di Orione e la Sfinge la Costellazione del Leone. Che la Sfinge possa essere precedente al tempo in cui la Civiltà Egizia ha occupato la Piana di Giza e il territorio dell’Egitto, sarebbe dimostrato dai segni di erosione che plasmano i fianchi del leone di pietra. La Sfinge al tempo della sua costruzione avrebbe avuto una testa molto più grande rispetto a quella attuale (che infatti è sproporzionatamente piccola rispetto al corpo) ed avrebbe avuto le fattezze di un leone/leonessa (ne abbiamo parlato su FENIX n. 136 quando Adriano Forgione ha intervistato l’autore di una ricerca scientifica che per la prima volta ha identificato la presenza di tracce sulla Sfinge che dimostrerebbero che la testa del monumento, per come la conosciamo, fu solo rimodellata durante l’Antico Regno, eliminando materiale da un volto più grande e più proporzionato).

Tale Antica Civiltà pre-egiziana avrebbe voluto “congelare” sulla Terra un’immagine del Cielo, riproducendo la disposizione di questi astri presente nella Volta Celeste del 10500 a.C.. Secondo queste teorie, infatti, i monumenti in questione sarebbero stati costruiti da una Civiltà molto più antica di quella Egizia, che poi ne sarebbe solo diventata depositaria e custode. Un’Antica Civiltà che avrebbe potuto essere parte di una diaspora di popoli che avrebbero colonizzato altre terre. La disposizione di templi e monumenti secondo una simile architettura organizzata la ritroviamo presso Civiltà precolombiane nelle Americhe ed anche presso Civiltà che hanno colonizzato il Sud Est asiatico. Un esempio tra i tanti sono i templi di Angkor Wat.

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