PIRAMIDE DI CHEOPE SCAN PYRAMIDS: "IL GRANDE VUOTO È LÍ ED È PIÙ GRANDE DI QUANTO PENSAVAMO"


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a cura della redazione, 27 Novembre

FOTO: ScanPyramids

Dopo due anni di misurazioni il Progetto Scan Pyramids ha rilasciato un nuovo video su questa misteriosa cavità, scoperta nella Grande Piramide di Giza, sollevando inevitabilmente alcune domande in merito alla funzione delle così dette camere di compensazione della Camera del Re....

Rispetto ai risultati pubblicati nel 2017, le nuove analisi hanno rivelato che il “Grande Vuoto” si trova tra i 10 e 15 metri sopra la Galleria che conduce alla Camera del Re. La sua lunghezza minima, inizialmente stimata di 30 metri, sembra essere maggiore, pari a minimo 40 metri, e probabilmente si tratta di un’unica sezione. Tuttavia, gli scienziati della missione non hanno saputo ancora dare conferma se si tratti o meno di uno spazio in pendenza. Nel video si parla anche di altri aspetti del progetto, tra cui la cavità trovata dietro l’ingresso della piramide, nonché la ricerca da parte degli studiosi di eventuali anomalie tra la parte superiore delle Camera del Re, le sue camere di compensazione e il vertice della piramide. Per scoprire la cavità, gli scienziati hanno utilizzato la muografia, una tecnica che misura la densità dei muoni, delle particelle subatomiche che sono la componente primaria dei raggi cosmici che piovono sulla Terra. La stessa tecnologia che nel 2015 aveva permesso al team del Progetto di rilevare anomalie termiche in altre quattro piramidi: la Piramide di Cheope, la Piramide di Chefren e due piramidi nel sito di Dahshur (la Piramide Rossa e la Piramide Romboidale – vedi FENIX 88, pag.14).

Annunciato sulla rivista Nature nel novembre 2017, l’enorme “vuoto” rilevato sopra la Grande Galleria che conduce alla Camera del Re aveva scosso il mondo dell’Egittologia. «Da allora, abbiamo continuato le nostre misure per cercare di comprenderne il significato», ha detto a Science and Future Mehdi Tayoubi, condirettore del progetto franco-egiziano finanziato dall’Università del Cairo e dall’Istituto HIP (Innovation Preservation) che ha appena caricato il nuovo video. La presenza di questo gigantesco “vuoto” situato sopra la Grande Galleria, tra i 60 e i 70 metri di altezza, era stata rivelata grazie all’uso di una tecnologia non invasiva, la muografia. Ciò consente di “radiografare” i monumenti in profondità rilevando le particelle cosmiche che lo attraversano. 

Questo approccio tecnologico innovativo aveva precedentemente portato alla scoperta dei primi “vuoti” già nell’ottobre 2016: una cavità di circa 9 metri quadrati situata sulla cresta nord-orientale della piramide, individuata dai telescopi CEA (energia atomica ed energie alternative), e un corridoio sconosciuto di almeno 5 metri di lunghezza, situato sul lato nord della piramide, posteriormente al suo ingresso, dove ci sono quattro enormi blocchi a forma di “caporali” e altri segni particolari. Negli ultimi due anni, il team di ScanPyramids ha continuato il suo lavoro sull’altopiano di Giza per perfezionare le misurazioni, posizionando altre piastre di emulsione chimica, “trappole per muoni”, all’interno della Grande Piramide, alta 139 metri. Soprattutto lungo la Grande Galleria, così come sotto e sopra la cosiddetta “Camera del Re”. Hanno anche continuato le misurazioni con altri due dispositivi indipendenti che avevano già contribuito alla scoperta: uno scintillatore di muoni dell’Istituto KEK (High Energy Accelerator Research Organization), installato nelle parti inferiori della piramide; e due telescopi CEA dispiegati all’interno della Grande Galleria. 

Una cavità ancora più lunga!

L’analisi dei nuovi film di emulsione chimica e dei telescopi a gas CEA ha confermato l’esistenza del “Grande Vuoto“ situato tra i 10 e 15 metri sopra la Grande Galleria. Ma ha anche portato informazioni nuove e preziose! «La lunghezza della colossale cavità inizialmente stimata in circa trenta metri è in realtà almeno 40 metri e probabilmente in un unico pezzo!», Afferma Mehdi Tayoubi. Determinare la forma esatta di questo “Grande Vuoto“, cercando di sapere se si tratta di una singola struttura o di più strutture adiacenti lungo lo stesso asse è stata una delle domande cruciali. «Innanzitutto, volevamo osservare e riconfermare i nostri risultati del 2017 da nuovi punti di osservazione, che ci hanno permesso di entrare in nuove aree, al momento non abbiamo rilevato alcuna anomalia tra il soffitto della stanza del re e la cima della piramide». Uno spazio che non era mai stato analizzato prima e che sembra non ospiti nulla di sospetto. L’egittologo Zahi Hawass, ex ministro egiziano delle Antichità, in un’intervista al Daily Express del 14 novembre 2019, ha inaspettatamente affermato che «il corpo di Cheope potrebbe essere nascosto in questo vuoto», ammettendo all’improvviso la validità dei risultati verso i quali, fino ad ora si era mostrato alquanto scettico. L’attuale ministro, Khaled El-Enany, ha dichiarato che gli archeologi stanno lavorando alacremente e che la risposta potrebbe essere fornita nei prossimi mesi. ScanPyramids continuerà le sue misurazioni penetrando più a fondo nei 2,6 milioni di metri cubi della costruzione monumentale. Una delle sette meraviglie del mondo sta forse per rivelare il suo segreto grazie ai muoni celesti.

Quale potrebbe essere stata la sua funzione? 

C’è chi ha ipotizzato che il “Grande Vuoto”, come era stato ribattezzato, potesse servire a sgravare dal peso dell’edificio la Grande Galleria, ma il tetto a spiovente del corridoio ascendente che conduce alla Camera del Re era stato già progettato proprio a questo scopo. C’è chi insegue ancora la teoria che possa custodire una tomba, e c’è chi ritiene possa contenere un “Trono di Ferro”, che doveva servire simbolicamente al Faraone per raggiungere l’Aldilà, così come descritto nei Testi delle Piramidi e sulle formule rituali egizie

PER il nostro direttore, Adriano Forgione, pur ammettendo che potrebbe trattarsi di spazi completamente vuoti, potrebbe esservi custodita la reliquia più sacra d’Egitto, il Benben di Eliopoli.