PITTI: SIMBOLI DI RESURREZIONE IN UNA STELE APPENA SCOPERTA


BBC, 14 ottobre

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Un’antica lastra che riporta inusuali simboli Pitti, è stata recentemente rinvenuta da Anne MacInnes, della North of Scotland Archeological Society (NOSAS), durante un sondaggio presso un sito paleocristiano nell’area di Dingwall. Gli archeologi del Consiglio delle Highland, dell’Historic Environment Scotland (HES), hanno stabilito che si tratta di circa i due terzi di una stele in pietra più grande. La lastra misura 1,5 metri per 0,6 metri per 0,2 metri, tuttavia, gli esperti credono che in origine potesse essere stata alta fino a 2,4 metri. La pietra, che risale a 1.200 anni fa, è stata trovata stesa nel terreno, coperta dalla vegetazione. Gli archeologi ne hanno ora rivelato il lato nascosto, rivolto in terra, decorato con le teste di “due enormi bestie” che sormontano una croce ornata. Ricordano due serpenti che si fronteggiano muso contro muso, mostrando le loro zanne. Il serpente, che di per sè ha forti associazioni chtonie, diviene un simbolo sorprendente quando associato a un fulmine proveniente dal cielo, rappresentato sull’altro lato della lastra. Mettendoli in relazione tra loro e collegandoli al loro valore iniziatico, di cui parleremo tra poco, possiamo allora associare la raffigurazione dei due serpenti ramificati lungo la croce alla Kundalini e quindi a un simbolo di Resurrezione. Sulla parte frontale, infatti, sono raffigurate altre figure mitologiche, tra cui un ippocampo, un guerriero dalla testa animale con la spada e lo scudo, e un centauro che brandisce un’ascia

Sulla superficie che era visibile tra le sterpaglie ci sono anche un calderone, due buoi e un simbolo a doppio disco a “otto", che convenzionalmente riporta tre anelli (simbolo del centro spirituale e delle sue manifestazioni), sostituiti sulla pietra di Dingwall da due Triskele. Elementi raffigurativi che hanno in sé lo stesso valore solare dei due cerchi con un punto centrale e che, a nostro avviso, sono raffigurati qui in direzione opposta per indicare la porta degli uomini e la porta degli Déi. Stuart McHardy, nel suo “Pagan Symbol of the Picts”, ci parla di una sorta di indicazione astrologica legata al solstizio d’estate e d’inverno, cui le porte sarebbero rispettivamente associate, e del dualismo insito nel doppio disco. Non possiamo escludere, quindi, la possibilità che ci si trovi di fronte a un simbolismo di stampo inziatico/metafisico, che rimanda al concetto di vita, morte e rinascita, attraversato dal simbolo dell’Asta Z, che indicherebbe la direzione da seguire per ottenere la vittoria della Luce sulle tenebre. Quest'ultimo, infatti, è un simbolo genericamente interpretato dai più come una freccia (o una lancia) piegata due volte, in modo da definire il confine tra questo e l'altro mondo. Un’interpretazione che a nostro avviso è coerente con il culto dell'Arciere Guardiano. Ne esistono anche altre però: c’è infatti, tra gli studiosi, chi la interpreta come un lampo luminoso, un fulmine o una freccia infuocata, simbolo di una grande energia. Ne "Il ramo d’oro” ("The Golden Bough: A Study in Magic and Religion") l’antropologo James Frazer definisce questo complesso simbolo "l’unisono delle forze della Terra e del Cielo nella creazione della Vita".

Al di là dei parallelismi che possiamo tracciare per gli altri simboli pittorici presenti, le due creature che fiancheggiano e sormontano la croce, uniche nel loro genere, ci indicano una individualità creativa completamente slegata dalle lastre trasversali della regione Pitti meridionale”, spiega John Borland, presidente della Pictish Arts Societye manager associato del dipartimento dell’HES e autore del disegno sotto riportato, per il quale "l’iscrizione in lettere nell’angolo in alto a sinistra è dovuta al fatto che la lastra fu riutilizzata come pietra tombale nel 1796".

© HES“La zona di Easter Ross - dove è stata rinvenuta la nuova lastra - è la patria di molte pietre scolpite dai Pitti, tuttavia quest’ultima scoperta aggiunge qualcosa di nuovo e di eccitante alla collezione”, ha dichiarato Borland. “La lastra di Dingwall sembra essere un’estensione simbolica delle sculture in rilievo conosciute sino ad ora, collegata con quelle di Shandwick e Rosemarkie, nel Perthshire”, ha sottolineato Isabel Henderson, coautrice di “The Art of the Picts”, riconosciuta come una delle principali autorità mondiali sui Pitti e sulla loro cultura. 

Per l'archeologo Kirsty Cameron del Consiglio delle Highland il punto di ritrovo, un sito paleocristiano a Easter Ross, è una sede insolita per una scultura simile, che aggiunge informazioni significative alla nostra conoscenza dei Pitti e alla loro distribuzione sul territorio. Una scoperta di importanza nazionale, essendo una delle circa 50 lastre incrociate pittoriche complete esistenti. La pietra di Dingwall è stata rimossa giovedì scorso per consentire i lavori di studio e conservazione a Edimburgo, dopo la sua scoperta avvenuta ad agosto. Il NOSAS e la Pictish Arts Society (PAS) hanno lanciato una campagna di raccolta fondi per supportare il progetto, www.justgiving.com/campaign/SponsorAPictishStone