RIPRODOTTA LA VOCE DI UN SACERDOTE EGIZIO DI 3000 ANNI FA


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a cura della redazione, 23 gennaio

Foto: Scientific Reports

Con l’aiuto della tecnologia è stato possibile creare artificialmente il primo suono che riproduce la voce di un officiante del tempio di Amon nel complesso di Karnak, a Tebe…

ACQUISTA ORAGli scienziati hanno riprodotto il suono di una vocale così come sarebbe stata pronunciata da Nesyamun, un sacerdote di Amon, i cui resti mummificati sono stati prelevati da una bara custodita presso il Museo della città di Leeds. L’uomo visse durante il regno politicamente instabile del faraone Ramses XI, tra il 1099 e il 1069 a.C.. Come sacerdote a Tebe (l’odierna Luxor), Nesyamun avrebbe avuto bisogno di una voce forte per i suoi doveri rituali, che comportavano il canto. Era un sacerdote waab, il che significa che aveva raggiunto un certo livello di purificazione e gli era quindi permesso di avvicinarsi alla statua di Amon nel santuario interno più sacro del tempio. Quando Nesyamun è morto, la sua voce è rimasta silenziosa, ma 3000 anni dopo un team di ricercatori l’ha riportata in vita. Lo ha fatto producendo una stampa in 3D basata sul tratto vocale di Nesyamun, che è stato scansionato per stabilire le sue dimensioni precise. È stato così sintetizzato il primo suono emesso da una laringe artificiale, in tutto simile a quello che avrebbe potuto emettere l’antico sacerdote.

Gli studiosi hanno esaudito il suo desiderio di essere ascolato nell’Aldilà e di rivivere dopo la morte, replicando la sua voce con corde vocali artificiali. «In realtà è scritto sulla sua bara, era quello che voleva - ha detto John Schofield, professore di Archeologia dell’Università di York, intervistato dalla BBC - in un certo senso, siamo riusciti a realizzare quel desiderio». Ad essere riprodotto è stato un suono simile a un vocale, che somiglia al un belato. Gli studi hanno rivelato che Nesyamun soffriva di malattie gengivali e di un grave deterioramento dei denti. Si pensa che sia morto verso i suoi 50 anni, probabilmente a seguito di una reazione allergica. Essendo l’unica mummia del regno di Ramses XI oggi a disposizione, Nesyamun offre spunti importanti. L’analisi scientifica dei suoi resti contribuirà a una maggiore comprensione di quel periodo dell’Antico Egitto.

Foto: Scientific ReportsIl tratto vocale artificiale di Nesyamun è stato creato utilizzando la tecnologia di stampa 3D. Si ritiene che sia il primo progetto nel suo genere a ricreare con successo la voce di una persona morta con mezzi artificiali. In futuro, i ricercatori sperano di utilizzare modelli più complessi con il computer per ricreare frasi complete emesse attraverso la voce riprodotta di Nesyamun. La ricerca, condotta dagli accademici della Royal Holloway, dell’Università di Londra, dell’Università di York e del Museo di Leeds, è stata pubblicata sulla rivista Scientific Reports. La tecnica della ricreazione vocale «ci ha dato l’opportunità unica di ascoltare il suono di un individuo morto da tempo», ha affermato il coautore dello studio Joann Fletcher, dell’Università di York.

Foto: Scientific ReportsCome hanno ricreato esattamente la voce di Nesyamun? Nell’uomo, il tratto vocale è il passaggio in cui il suono viene filtrato. Quel suono è prodotto nella laringe, l’organo deputato a far vibrare le nostre corde vocali, lo sentiamo solo dopo che è passato attraverso di essa, risuonando dentro di noi. Per copiare il suono prodotto dal tratto vocale del sacerdote, le esatte dimensioni della sua laringe sono state riprodotte tridimensionalmente. Questo processo è possibile solo quando il tessuto molle del tratto vocale di un individuo è ragionevolmente intatto. Nel caso di Nesyamun, il fatto che il suo corpo mummificato fosse ben conservato lo rendeva il campione più idoneo all’esperimento e il team lo ha confermato usando uno scanner TC (Tomografia Computerizzata). La sua “voce” è stata quindi generata attraveso una laringe artificiale, un metodo comunemente usato nei moderni sistemi di sintesi vocale. Il prossimo passo per i ricercatori sarà quello di utilizzare modelli computerizzati «per generare parole e mettere insieme quelle parole per creare frasi - ha affermato Schofield - Speriamo di poter creare una versione di ciò che avrebbe detto durante le sue funzioni nel tempio di Karnak».

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