RITUALI PREISTORICI CON IL PUGNALE DI CRISTALLO


SOTT, 15 dicembre

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A quanto pare nel Neolitico, i noduli di quarzo bianco, simbolo di morte e rigenerazione, venivano utilizzati nei rituali o a scopo votivo. La prova più antica del legame simbolico che l’Uomo ha, da tempo immemore, con i cristalli la troviamo in alcune armi rinvenute nelle tombe megalitiche del sud-ovest della Spagna. Presso il sito di La Concepción (Valencina) gli archeologi hanno scoperto punte di freccia di puro cristallo, una finissima lama di pugnale e nuclei utilizzati per la creazione dei manufatti, databili al 3° millennio a.C.. Anche nell’acropoli di Tholos di Montelirio, durante gli scavi avvenuti tra il 2007 e il 2010, sono stati trovati simili reperti. Stiamo parlando di una grande costruzione megalitica che si estende per circa 44 metri, costituita da grandi lastre di ardesia. All’interno di tale struttura, sono state sepolte almeno 25 persone, insieme a una straordinaria serie di sontuosi corredi, il più noto dei quali è un numero imprecisato di sudari o abiti costituiti da decine di migliaia di perline forate e decorate con ambra. Inoltre, ad essi era associato anche un cospicuo numero di punte di freccia in puro cristallo, forse offerte ritualmente. Le frecce sono della forma tipica di questa zona, con appendici prolungate ai lati, ma i ricercatori hanno sottolineato che "è necessaria una profonda abilità per produrre queste particolari caratteristiche quando si utilizza cristallo di rocca". La lama del pugnale in cristallo, in associazione all’impugnatura in avorio e alla sua guaina, è un oggetto eccezionale dell’Europa preistorica: ha una lunghezza di 21,5 centimetri ed è larga ben 59 millimetri, con uno spessore di 13 millimetri. La fabbricazione della lama in cristallo di rocca è spiegabile solo se associata all'acquisizione di conoscenze e abilità trasmesse o apprese grazie alla produzione di lame di pugnale in selce, oltre che alla perfetta conoscenza della struttura cristallina del materiale. Questi oggetti hanno dunque un "plusvalore", basato sul “esotismo" e la rarità delle materie prime utilizzate, oltre all'investimento tecnico-economico della loro produzione (un know-how limitato a pochissime persone), e al fato che il loro uso era legato al mondo delle credenze e pratiche funerarie. Gli studiosi, ritengono che rappresentino l'armamentario funerario accessibile solo all'elite dell'epocai. Il cristallo di rocca, infatti, era ed è molto pregiato, una materia prima che per la sua lucentezza e trasparenza assumeva un profondo significato simbolico, associato a poteri “magici" e alla connessione con gli antenati e il mondo dell'Aldilà.