ROTOLI DEL MAR MORTO, NUOVE SCOPERTE DOPO 60 ANNI


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Haaretz, 16 Marzo

Rari frammenti di rotoli biblici risalenti a 2.000 anni fa sono stati scoperti in una grotta nel deserto della Giudea. Durante il sondaggio archeologico della zona è stato rinvenuto anche il più antico cesto-canestro sopravvissuto sino ad oggi e lo scheletro mummificato di un bambino di 6.000 anni...

FOTO: Shai Halevi, Israel Antiquities Authority

Indagando nelle grotte del deserto della Giudea, che custodiscono ancora molti segreti, gli studiosi hanno rinvenuto nuovi frammenti di rotoli biblici, risalenti ad almeno 2.000 anni fa. Lo ha annunciato l'Autorità Israeliana per le Antichità (IAA) spiegando che si tratta dei primi frammenti ad essere rinvenuti da 60 anni a questa parte. La sensazionale scoperta, come riporta il "Jerusalem Post”, la prima dai tempi del ritrovamento dei Rotoli del Mar Morto, è il risultato di un'operazione in corso da diversi anni, con lo scopo di sorvegliare tutte le grotte della zona per prevenire possibili saccheggi, effettuata dall'IAA in collaborazione con il personale del Dipartimento di Archeologia dell'Amministrazione Civile in Giudea e Samaria. È probabile che la nuova scoperta sia una parte mancante di un rotolo dei Profeti Minori scoperto nel 1952, che include la profezia di Michea sulla Fine dei Giorni e l'ascesa di un sovrano fuori Betlemme. Tra i frammenti ritrovati c’è un frase del libro di Zaccaria (8:16): «“Queste sono le cose che dovete fare: dite la verità ciascuno al suo prossimo; fate giustizia nei vostri tribunali, secondo verità e per la pace; nessuno trami in cuor suo alcun male contro il suo prossimo; non amate il falso giuramento, perché tutte queste cose io le odio", dice il Signore». Una versione che non è mai stata incontrata prima. Nel frammento, la parola “cancelli” è infatti sostituita con la parola “strade”. Non è raro che i testi che compaiono sui Rotoli del Mar Morto siano diversi dal testo biblico che conosciamo oggi. Gli studiosi fanno affidamento su simili differenze per comprendere meglio come si sia sviluppata la versione canonizzata della Bibbia. In questo manoscritto, secondo gli esperti, si intravede lo sforzo dei traduttori di rimanere più vicini all'originale rispetto alla Septuaginta.  


FOTO: Yaniv Berman, Israel Antiquities Authority

Un'altra scoperta particolarmente entusiasmante nel corso del sondaggio archeologico della zona ha riguardato qualcosa di completamente diverso: quello che potrebbe essere il più antico cesto-canestro sopravvissuto sino ad oggi. Fatto di canne intrecciate, e completo di coperchio, ha più di 10.500 anni, sulla base della datazione al radiocarbonio della Prof. Elisabetta Boaretto del Weizmann Institute of Science di Rehovot. Pertanto risalirebbe al più lontano periodo neolitico.

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Gli archeologi israeliani ritengono che i rotoli in questione siano stati nascosti durante una rivolta ebraica contro Roma quasi 1.900 anni fa. I frammenti di pergamena recano linee di testo in greco anche dal libro di Naum e sono stati datati al C-14. Sono stati trovati nel sito noto come "Grotta degli Orrori”, chiamata così per i 40 scheletri umani trovati durante gli scavi negli anni '60 e in parte delle Grotte di Muraba. La grotta si trova in un canyon remoto nel deserto della Giudea, a sud di Gerusalemme. I 40 vi cercarono rifugio durante la rivolta di Bar Kochba (Terza Guerra Giudaica), una rivolta armata contro Roma durante il regno dell’imperatore Adriano, tra il 132 e il 136 d.C.. Resti di un accampamento romano sono stati trovati in cima alla rupe su cui si trova la grotta. La mancanza di segni di violenza sugli scheletri ha portato gli archeologi a suggerire che i Romani abbiano semplicemente assediato la grotta fino a quando i ribelli all'interno non cedettero alla sete o alla fame. Ha senso che i Romani non si siano presi la briga di prendere d'assalto la grotta perché per accedervi bisogna scendere in corda doppia a circa 80 metri dalla cima della scogliera. Secondo gli esperti i frammenti sarebbero stati nascosti nella grotta proprio dai ribelli durante la rivolta.

FOTO:  Emil Aladjem, Israel Antiquities Authority

La grotta ha offerto molti altri reperti unici, tra cui lo scheletro di un bambino risalente a circa 6.000 anni fa. Spostando due pietre piatte, gli archeologi hanno scoperto una fossa poco profonda scavata intenzionalmente sotto di loro, contenente le piccole ossa poste in posizione fetale. Lo scheletro ha subito un processo di mummificazione naturale ed è eccezionalmente ben conservato, avvolto in un panno. 

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