SCIAMANO DANZANTE SU UNA LASTRA DI 14.000 ANNI FA NEL NORD DI ISRAELE


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a cura della redazione, 20 Aprile

I Natufiani furono i primi a seppellire i loro morti nei cimiteri, ponendo su alcune tombe misteriose lastre. L’incisione rinvenuta su una di queste suggerisce l’esistenza di antichi rituali...

ACQUISTA ORAUn recente studio, pubblicato il 12 aprile scorso nel secondo volume del 2020 dell’Oxford Journal of Archeology, riporta la scoperta di una particolare incisione rinevuta sopra la lastra funeraria di una tomba che gli studiosi attribuisocno alla cultura Natufiana. Secondo quanto riporta il quotidiano Haaretz, i professori Danny Rosenberg, György Lengyel e Dani Nadel e il ricercatore Rivka Chasan sostengono che i Natufiani furono i primi a seppellire i loro morti in cimiteri, anche se in tombe poco profonde, collocando lastre misteriose sopra alcune di esse. Una di queste, rinvenuta nella grotta di Raqefet, presenta un’enigmatica incisione che, insieme ad altri indizi, potrebbe suggerire un rituale molto elaborato.

Sulla base delle analisi al radiocarbonio, la lastra giaceva sui resti di diversi individui risalenti a 14.000 - 12.000 anni fa. L’immagine incisa su di essa è stata notata alcuni anni dopo la sua scoperta, mentre la pietra veniva attentamente studiata nei laboratori dell’Istituto di archeologia Zinman dell’Università di Haifa. «Si tratta di un esempio molto raro, assimilabile a una figura umana. Sembra che le pratiche funebri dei Natufiani fossero particolarmente elaborate: i loro funerali potrebbero essere stati caratterizzati da raduni, banchetti e persino danze», affermano i ricercatori. La figura sulla lastra, proseguono «potrebbe essere anche uno sciamano con un pene in evidenza o essere vestito come un animale, nel qual caso la protuberanza poteva essere una coda. O forse era una lucertola? Qualsiasi sia la risposta, quello rinvenuto nella grotta di Raqefet è a tutti gli effetti la prima rappresentazione umanoide conosciuta delle tombe dei Natufiani». Infatti, le incisioni rinvenute su altre lastre della stessa cultura, sebbene mostrassero incisioni, non sembra avessero forme umane.

I più grandi cimiteri di Natufiani sono stati trovati nella grotta e nella terrazza di el-Wad, sottoposta a indagini archeologiche per quasi 100 anni, e a Nahal Oren (entrambi sul Monte Carmelo), così come ad Eynan nella valle di Hula. In ogni sito sono state trovate più di 100 sepolture, ma delle circa 500 sepolture totali indagate fino a oggi, la maggior parte non sembra avere tali proto-lapidi. Inoltre anche se i Natufiani erano soliti scolpire figurine di pietra, ossa e corna, teste umane, teste di animali e oggetti catalogati come “astratti", perché troppo deteriorati e di difficili da interpretare, non esistono altre figure simili.

Unione androgina natufiana di 11.000 anni fa scoperta negli anni '30 in una grotta vicino a Betlemme 

La cultura Natufiana si estendeva dal Sinai a Sud, sino alla Siria settentrionale, e a Est nel deserto giordano. Il loro insediamento avenne durante il lungo periodo di transizione dalla società dei cacciatori-raccoglitori paleolitici all’agricoltura neolitica, nella regione del Mediterraneo. In quel periodo piccoli gruppi nomadi si organizzarono in complesse comunità sedentarie o semi-sedentarie, sulla soglia della società agricola. In alcuni siti, gli archeologi tendono a concordare sul fatto che i Natufiti si siano effettivamente insediati in modo permanente nei villaggi. Qui crearono i primi cimiteri, dove la comunità seppelliva alcuni dei loro morti (altri erano custoditi sotto il pavimento della casa o messi a riposare nelle vicinanze).  Una rivoluzione neolitica collegata all’ultima era glaciale e più precisamente al periodo noto come Younger Dryas.

Tracce dei Natufiani sono state trovate in dozzine di siti nella sola Israele, ma nella grotta di Raqefet sul Monte Carmelo, non ci sono segni di insediamenti. Probabilmente la grotta dove è stata trovata la lapide era usata esclusivamente per le sepolture. «Il cimitero è nella prima camera, una grande sala all’ingresso della grotta», dicono Nadel e Rosenberg. Diranter gli scavi sono stati trovate 10 lastre e complessivamente circa 30 individui di tutte le età: neonati, bambini e adulti di ambo i sessi. Alcuni erano disposti in sepolture collettivi, altri sono stato trovati sepolti singolarmente.

Nel loro studio i ricercatori sostengono che i Natufiani «avevano un notevole rispetto per i morti: avrebbero potuto tenere rituali complessi e sofisticati che includevano l’uso di ossa di animali e piante sacre. Nella Grotta di Raqefet sono state identificate anche prove del consumo di “birra”. Alcuni rituali potrebbero essere stati accompagnati da musica e il disegno della figura danzante, lascia supporre la presenza di uno sciamano». Un'ipotesi che si collega con alcuni strumenti rinvenuti nelle tombe. A quanto pare i Natifiani seppellivano i loro morti con utensili e pesanti mortai di pietra. L’uso di quest’ultimi rimane misterioso, anche se Nadel e Rosenberg suggeriscono che «oltre a poter essere utili per non triturare grano o carne, forse erano utilizzati come strumenti musicali a percussione a scopo cerimoniale». Secondo Adriano Forgione, direttore editoriale di Fenix, «la presenza dei mortai, lungi dal rappresentare uno strumento musicale, potrebbe indicare la produzione di farina in loco per una panificazione rituale e una forma di eucarestia con birra rossa e pane di orzo. È forse qui l’origine del simbolismo dell’eucarestia prima Egizia e poi Cristiana, associata alla morte e alla resurrezione? Non a caso la figura con pene eretto farebbe pensare a un collegamento proprio con l’Egitto ancestrale e con la figura di Osiride, dio dei morti, il cui fallo rappresenta un simbolo di rinascita. Pertanto l’individuo raffigurato non sarebbe uno sciamano, ma lo stesso individuo sepolto in un'immagine resurrettiva, associato forse a una ancestrale divinità dell’oltretomba, in Egitto divenuta Osiride».

La lastra con l’incisione enigmatica non era all’interno di una sepoltura, era situata sopra ad altre rocce. Gli studiosi pensano che durante gli scavi precedenti, avvenuti decenni fa non siano stati notati molti manufatti e che «nel caso delle sepolture della grotta di Raqefet, le lastre chiaramente non possono essere cadute dal soffitto della grotta. Piuttosto sono state trascinate lì, arrampicandosi per diverse decine di metri su una scogliera. Nessuno lo può aver fatto senza una precisa ragione». Secondo Rosenberg, inoltre, «queste non erano tombe come le possiamo pensare noi, quanto piuttosto pozzi poco profondi e non contrassegnati». Rosenberg aggiunge che il team non ha identificato alcun motivo sulle altre lastre, «anche se i Natufiani avrebbero potuto dipingerle o creare altre decorazioni che non sono sopravvissute ai millenni. Forse non lo sapremo mai. Oppure c’è qualcosa lì, ma potremmo non camprendere quello che vediamo», osserva.

Ricordando l’elaborata sepoltura di una donna di circa 12.000 anni fa, trovata dagli archeologi della Hebrew University nella grotta di Hilazon Tachtit, nella Galilea occidentale, Leore Grosman e i suoi colleghi postulano possa essere stata una sciamana o che comunque si tratta di un individuo tenuto in profonda stima. I suoi beni funebri includevano 86 gusci di tartaruga, un’ala d’aquila, l’osso pelvico di un leopardo, la zampa di un maiale e il coccige di una mucca. 

Nella grotta di Raqefet, Nadel e Rosenberg i ricercatori trovarono anche una grande roccia di malta fresca con incisioni a griglia accompagnate da linee irregolari all’interno di un pozzo. «Non abbiamo idea del perché, ma è stato chiaro che hanno ripetutamente ripassato e inciso le linee per assicurarsi di lasciarne traccia», dice Nadel, aggiungendo: «Non riesco a immaginare chi potesse accedere a un passaggio così stretto». I ricercatori hanno anche trovato quattro tombe con i resti di piante che rivestivano le fosse prima dell’inumazione. Tra queste sono stati rinvenuti anche fiori di salvia selvatica. Se gli archeologi hanno trovato solo 30 scheletri nella parte scavata della Grotta di Raqefet, dove sono finiti tutti gli atri corpi e da dove vengono questi? Sono morti tutti naturalmente? Non lo sappiamo. Dato che le tombe erano poco profonde, i corpi potrebbero essere stati mangiati dagli animali o rimossi da nuovi ospiti della caverna. O forse non furono sepolti cerimonialmente: quella distinzione era probabilmente limitata all'élite preistoriche, anche se i resti umani nella grotta erano di tutte le età, di entrambi i sessi e in tutte le posizioni.

È possibile che durante gli scavi precedenti gli archeologi non abbiano notato alcuni manufatti. Gli studiosi si sono anche chiesti se è possibile che si tratti di un’altra cultura. D'alteronde decine di migliaia di anni prima, i cacciatori-raccoglitori in Europa e nel Sud-Est asiatico avevano realizzato opere d’arte spettacolari sulle pareti delle caverne. Forse lo fecero anche in Israele? Con il tempo, si spera che saranno trovate più lastre e che l’esame attraverso le tecnologie più avanzate possa fare luce su questo intrigante mistero.

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