SCOPERTA IN INDONESIA LA PROVA DI UN CULTO MILLENARIO LEGATO A FORZE ATAVICHE


2 min letti

a cura della redazione, 12 Dicembre

Un dipinto scoperto sul muro di una grotta indonesiana di 44.000 anni potrebbe essere la più antica rappresentazione di un culto ancestrale, che riproduce creature in parte umane, in parte animali armate di lance. Alcuni ricercatori pensano che la scena potrebbe essere la “storia” più antica del mondo….

Si riscrive la storia dell'evoluzione del pensiero religioso: «La prima testimonianza nota intesa come la capacità di concepire entità non reali non arriva dall’Europa, come a lungo creduto, ma avvenne almeno quarantaquattromila anni fa a Sulawesi». È quanto afermano un team di archeologi della Griffith University (Australia), che hanno pubblicato su Nature il loro studio sui nuovi dipinti rupestri trovati sull'isola indonesiana, a est del Borneo. 

La particolarità dei disegni rinvenuti, oltre la datazione, sta nel fatto che alcune delle figure sono teriantropi, metà umane e metà animale, proprio come molte rappresentazioni zoomorfe scoperte su manufatti e affreschi in altri luoghi del mondo più tarde, che ancora oggi vivono nelle leggende e nel folklore moderno. «Stiamo parlando di figure con corpi dalle sembianze umane, ma con teste e altre parti del corpo simili a quelli di uccelli, rettili, e altre specie endemiche di Sulawesi», ha spiegato Adhi Agus Oktaviana, uno dei ricercatori indonesiani coinvolti nello studio scientifico. Gli studiosi hanno sempre pensato si trattasse di figure tradizionalmente considerate rappresentazioni complesse, evolutesi solo in un secondo momento dopo la nascita dell’arte rupestre, precedute da disegni astratti più semplici. 

«Ora però, tutte le caratteristiche di questa arte evoluta si ritrovano proprio nelle scene dipinte a Sulawesi, e potrebbero nascondere un significato religioso», ha sottolineato Aubert. Adam Brumm, archeologo della Griffith, ha aggiunto che «nella grotta di Sulawesi si trova oggi la più antica rappresentazione in sequenze di questo tipo, anche più vecchia dell’uomo-leone tedesco, una figura umana con la testa del felino risalente a 40 mila anni fa, che è la più antica statuina di un teriantrope».

Il sito, già scoperto nel 2017, è denominato Leang Bulu’ Sipong 4 e si trova in una regione carsica e calcarea nel sud di Sulawesi. Grazie alla misurazione del decadimento radioattivo dell’uranio e di altri elementi conservati all’interno dei minerali, i ricercatori sono giunti alla conclusione che alcuni dei disegni risalgono ad un periodo compreso tra 35.100 e 43.900 anni fa. Le misurazioni sono state effettuate dai ricercatori dell’Università del Queensland. Le stesse figure semi umane sono rappresentate nell’atto di uccidere o comunque di catturare e inseguire sei mammiferi in fuga, due maiali verrucosi di Sulawesi e quattro bufali nani, animali noti anche come anoa.

Brumm si accorse per la prima volta dei disegni osservando una foto che aveva scattato con il suo telefonino a un collega durante una perlustrazione nella zona. Il disegno indonesiano non è il più antico del mondo però. L’anno scorso, gli scienziati hanno affermato di averne trovato uno “singolo” su un frammento di roccia in Sudafrica, risalente a 73.000 anni fa. I disegni della grotta di Leang Bulu'Sipong 4, a sud di Sulawesi, si trovano invece su un pannello largo quasi cinque metri. «Non ho mai visto nulla di simile prima - ha sottolineato Brumm - abbiamo visto centinaia di siti di arte rupestre in questa regione (ci sono almeno 242 grotte o rifugi con immagini antiche nella sola Sulawesi e nuovi siti vengono scoperti ogni anno), ma mai a una scena che simuli la “caccia”». I ricercatori si sono chiesti se il pannello rappresenti una singola storia e affermano che potrebbe trattarsi addirittura di una serie di immagini dipinte durante un periodo più lungo.

QUESTO MESE SU FENIX n.134

Lo scrittore e ricercatore Andrew Collins ci illustra gli spunti più interessanti dell’ultimo saggio di Graham Hancock, inedito in Italia: "America Before”, che non è solo la dimostrazione della complessa genesi delle culture amerinde, ma dimostra quanto la ricerca di una civiltà perduta prediluviana sia entrata in una nuova fase, più matura e affascinante. Tra i temi trattati di particolare rilevanza in merito alla notizia del ritrovamento della grotta di Sulawesi, sono i presunti contatti trans-pacifici e la scoperta che alcuni popoli indigeni dell’Amazzonia, come i Surui e i Karitiana possiedano DNA australo-melanesiano. La teoria che un tempo le isole del Sud Est asiatico, oggi immerse nell’Oceano Indiano, facessero parte di un’unica grande massa di terra, la Sonda, avvalora l'ipotesi di una comune origine per le forme di arte e di culto scoperte dagli studiosi in tutto il mondo.