SCOPERTE DUE SINGOLARI SCULTURE NEL SUD DELL'INDIA


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a cura della redazione, 16 Gennaio

Gli studiosi hanno trovato alcuni manufatti molto particolari, nascosti lungo sentieri sconosciuti, che li collegano a due remoti villaggi nella periferia meridionale dello stato asiatico….

ACQUISTA ORALo scorso dicembre la stampa indiana ha dato eco mediatico a due ritrovamenti singolari, entrambi datati, in base alle iscrizioni rinvenute, tra il XVII e il XVIII secolo, anche se non si esclude che le targhe possano essere state poste nei due luoghi in un momento successivo. Una delle scoperte è avvenuta tra la fitta vegetazione nella periferia del villaggio di Pappappatti, vicino Musiri, sulle rive di un ruscello stagionale, localmente chiamato fiume Panchamuga, come riporta il “New Indian Express". Il segretario del Consiglio locale, visitando il luogo per un sondaggio, si sarebbe imbattuto in una strana roccia incisa. Dopo aver chiesto aiuto a R. Anbalagan, professore all’Arignar Anna Government Arts College di Musiri, per decifrare l’iscrizione, una squadra di storici, tra cui M. Nalini, capo del Dipartimento di Storia del Seethalakshmi Ramaswami College, e il suo assistente, R. Akila, ha visitato il villaggio ed esplorato l’intera area. 

Il team ha individuato ben tre incisioni: due su lastre e una su una roccia più grande. «Una delle due lastre raffigura un cobra strisciante con cappuccio. La seconda riporta, invece, una coppia ben scolpita di serpenti intrecciati, formando due cerchi, simili a un “otto”. Di particolare rilevanza è un medaglione al suo interno e una base quadrata ornata da una ghirlanda, che occupa il cerchio superiore. Il medaglione è scolpito come un fiore completamente sbocciato che riempie il cerchio inferiore. ACQUISTA ORAL’iscrizione incisa sulla lastra parla di un individuo, Ayyannan, probabilmente il donatore», ha dichiarato R Kalaikkovan, direttore del Centro di Ricerca Storica M. Rajamanikkanar. La roccia più grande mostra anche un paio d’impronte raffigurate su un lato ed è cesellata per creare una superficie liscia nella parte inferiore dove è visibile un’iscrizione tamil. Le 14 linee registrano la costruzione di un padiglione di pietra sul sentiero roccioso che conduce al tempio di Venkatesvara Swamia Thalaimalai di Ayyannan, figlio di Venkatapathi, il 14 del mese tamil thailandese dell’anno Vilambi. Indica il nome del luogo in cui si trova l’iscrizione come Pandavaname aggiunge che Ayyannan è sempre al servizio del Signore di Thalaimalai. Si menziona anche coloro che proteggono il padiglione di pietra e l’iscrizione sarebbe benedetta dal Dio di Thalaimalai, una "cittadina" che dista circa 3 chilometri da dove è stata fatta la scoperta e il cui tempio principale è attualmente noto come Sanjiviraya Perumal. La divinità che lo presiede è Venkatachalapathye, la dea è Alarmelmangai Thayar. Ci vuole un trekkinga piedi di 4 chilometri attraverso il terreno roccioso per raggiungerlo e facciamo notare che è molto strano trovare una marcatura di costruzione a una simile distanza. pr il momento, Nalini daterebbe l’iscrizione tra il XVII e il XVIII secolo, in base ad alcuni motivi paleografici.

Il secondo ritrovamento è avvenuto in una zona più a Est, come riporta “The Hindu". Si tratta di una scultura in pietra rinvenuta sulla diga di uno stagno a Velur vicino a Viralimalai nel distretto di Pudukottai. L’iscrizione tamil, in questo caso, risalirebbe al periodo Nayak del XVII secolo e notifica la costruzione di un “kalingu” con una scultura in pietra, forse più antica, raffigurante un uomo che sembra annunciarla. L’iscrizione e la scultura sono state trovate da un appassionato di storia, P. Loganathan. In seguito, R. Akila, professore associato del Dipartimento di Storia dell’Arignar Anna Government Arts College, di Musiri, e M. Nalini, responsabile del Dipartimento di Storia del Seethalakshmi Ramasamy College, di Tiruchi, hanno visitato il sito e li hanno esaminati. «È davvero una scultura molto interessante e significativa. Questa è probabilmente la prima volta che ne troviamo una simile vicino a Tiruchi», ha affermato il R. Kalaikkovan, direttore del Rajamanikkanar Center for Historical Research della città. Secondo Kalaikkovan, il laghetto con i bordi ben rialzati ha pareti miste in pietra e stucco di 2,40 metri di altezza. La diga potenziata ha quattro strati di granito, di cui due più larghi. Sopra di essi è costuita una piattaforma in muratura con una parete corta. La scultura in granito che si trova sulla piattaforma è fissata al centro con un bordo scavato per facilitare il passaggio dell’acqua in eccesso. La pietra su cui viene eseguita la scultura misura 1,30 metri di altezza, mentre il manufatto, con una fascia di loto ornamentale nella parte superiore della pietra, misura solo 53 centimetri di altezza. «La figura maschile, ben definita, ha un abbigliamento corto, poggiato sull’anca e ha una serie di bracciali. È anche ornata da una collana, con un pendente e una lunga catena a due strati sul petto. Le orecchie sono allungate e sulla testa sembra abbia un tipico copricapo dei Nayak. Sull’anca è anche appoggiato un “tom-tom”, battuto da due bastoncini ricurvi tenuti dalle sue mani», ha spiegato Kalaikkovan.

La pietra di granito su cui è incisa l’iscrizione si trova sul bordo della parete laterale destra. L’iscrizione è in 16 righe e riporta la data del XXII giorno del mese tamil “Aani” dell’anno 1698. Registra la costruzione della diga durante il dominio del feudatario locale, Chinnakar Mada Srinayakkarayyan, figlio di Muthukkar Mada Srinayakkarayyan, quando Manisarayappillai di Thiruvanaikkavan era il Maniyam (capo) del villaggio. L’iscrizione termina con una preghiera a Kamatchi Amman che cerca di proteggere il “kalingu”. Il dottor Nalini ha affermato che un’altra iscrizione che registra la donazione di un pezzo di terra da parte di Muthukkar Mada Srinayakkarayyan, come quella menzionata nell’iscrizione a Velur, è stata scoperta qualche tempo fa a Chettiurunippatti nel vicino villaggio di Alundur.

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