SCOPERTO COMPLESSO DI CAMERE SOTTO IL TEMPIO DI GERUSALEMME


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a cura della redazione, 23 Maggio

Misteriose stanze di 2.000 anni fa, costruite sotto la piazza del muro occidentale di Gerusalemme, sono rimaste nascoste per secoli coperte dal pavimento a mosaico di un edificio bizantino. Collegate da scale sono scolpite nella roccia viva a diverse profondità…

ACQUISTA ORAGli archeologi hanno recentemente portato alla luce un antico complesso di camere scavate nella roccia sottostante la piazza del muro occidentale di Gerusalemme. Le misteriose stanze sotterranee si trovano a 30 metri di distanza dal Monte del Tempio o Haram al-Sharif (il Nobile Santuario), un sito sacro per ebrei e musulmani conosciuto oggi come la Cupola della Roccia della moschea di Al-Aqsa. Costituito da un cortile e due stanze, il complesso è stato sigillato sotto il pavimento a mosaico di un grande edificio di epoca bizantina per circa 1.400 anni. La scoperta è stata svelata dalla Israel Antiquities Authority (IAA) e dalla Western Wall Heritage Foundation martedì scorso, prima della Giornata di Gerusalemme. Un viaggio indietro nel tempo, prima che la città fosse distrutta dai Romani. La struttura appena scoperta, infatti, è uno dei pochi resti superstiti dell’antica Gerusalemme. Nel 70 d.C., le forze romane incaricate di reprimere la rivolta «la bruciarono e devastarono, esiliando tutto il popolo ebraico. Alcuni decenni dopo, la ricostruirono da zero», spiega l’archeologo Barak Monnickendam-Givon, direttore degli scavi per conto della IAA, al Jerusalem Post.

Il direttore degli scavi Barak Monnickendam-Givon durante gli scavi sotto Beit Straus nella città vecchia di Gerusalemme, vicino al muro occidentale
(Yaniv Berman/IAA)
Dagli scavi eseguiti sino ad ora, risulterebbe che il complesso dispone di due camere a diverse profondità, collegate tra loro da scale scolpite nella roccia, e un cortile aperto. I ricercatori, però, non escludono che proseguendo i lavori possano essere individuati altri spazi. Il “cortile“ ha una forma rettangolare (2,5 metri x 4 metri), mentre le due stanze (la seconda è ancora in fase di scavo) hanno una forma quadrata (2,5 metri x 2,5 metri). L'ingresso presenta chiari segni della presenza di cardini, cerniere e bulloni per sostenere pesanti porte, mentre le pareti offrono diverse nicchie scavate nella roccia, alcune a forma triangolare, altre quadrata o ovoidale, simili a quelle trovate nelle tombe contemporanee.

Secondo Monnickendam-Givon e la collega Tehila Sadiel, «è improbabile che questo fosse il loro uso, poiché la zona faceva già parte dell’antica Gerusalemme durante quel periodo e l’usanza allora proibiva la sepoltura entro i limiti della città». I due studiosi ritengono che per creare tale reticolato sia stato necessario un investimento davvero impressionante di tempo e risorse, e che probabilmente il luogo fosse destinato a bagni rituali. Tra gli oggeti recuperati, infatti, ci sono diversi recipienti di cottura in argilla, lampade a olio e contenitori in pietra utili per conservare l’acqua pura. Reperti che attesterebbero un uso della struttura almeno fino al I secolo d.C..

«Le nicchie scavate nelle pareti delle strutture probabilmente servivano da spazi di stoccaggio, stipiti di porte e portacandele», riferisce Amanda Borschel-Dan sul Times of Israel. Gli artefatti rinvenuti nelle camere hanno permesso agli archeologi di datare il sistema sotterraneo circa 2000 anni fa. Tra i tanti reperti, sono stati trovati vasi di cottura in argilla, nuclei di lampade a olio usate per illuminare, una tazza di pietra unica nel suo genere attribuibile al periodo del Secondo Tempio e il frammento di un qalal, un grande bacino di pietra usato per contenere l'acqua, legato al rituale ebraico della purificazione. 

Parlando con Rossella Tercatin del Jerusalem Post, Monnickendam-Givon osserva che la rete sotterranea si trova in quello che era, al momento della sua costruzione, il centro civico della città. «Pensiamo che la strada pubblica sia passasse a pochi metri da qui, e siamo in piedi accanto a quello che noi archeologi chiamiamo il “grande ponte” che collegava la città alta al Tempio stesso», aggiunge l’archeologo. Qual era la funzione di questo sistema scavato appena sotto il livello della strada? «Oltre alle sepolture, raramente abbiamo trovato stanze complete scavate nella roccia di quell’epoca - aggiunge Monnickendam-Givon su Smithsonian - durante l’era del Secondo Tempio (e ancora oggi), il posizionamento del sistema sotterraneo era considerato un luogo privilegiato. Per questo non escludo possa trattarsi di una struttura molto più ampia che è stata successivamente cancellata». 

Il condirettore Tehila Saldiel mostra alcuni dei reperti provenienti dagli scavi
(Shai HaLevi/IAA)
Il grande spazio vuoto in cui si trova l’edificio che ha seppellito le camere più antiche ha pareti erette con le tipiche pietre di Gerusalemme di diverse dimensioni, annerite dai secoli, pezzi di colonne romane e pavimenti costruiti in una varietà di materiali su diversi livelli. Quanto prima le stanze siano stato effettivamente costruite rimane comunque un mistero, uno dei tanti che verranno affrontati man mano che gli studi procedono.

La penetrazione dei segreti del sito richiederà altri 20 o 30 anni di scavi. Uno degli obiettivi è quello di collegarlo con l’area in cui passava la strada principale. Anche lo scopo dell’edificio bizantino il cui pavimento ha protetto le antiche stanze per così tanti secoli è ancora avvolto nel mistero. «È crollato durante un terremoto all’inizio dell’XI secolo. Non sappiamo se si trattasse di un edificio religioso o civile», spiega l’archeologo Michael Chernin della IAA. L’area fu abbandonata nel periodo crociato e fu nuovamente insediata nel periodo mamelucco (XIII -XVI secolo d.C.). Per ora, i ricercatori rimangono incerti sullo scopo originale del complesso sotterraneo, così come sulla logica dei costruttori.

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