SCOPERTO CRATERE NEL SAHARA, PUÒ RISOLVERE IL MISTERO DELLA PREZIOSA PIETRA DI TUTANKHAMON


2 min letti

a cura della redazione, 24 Maggio

Nel remoto deserto dell'Egitto occidentale, vicino al confine libico, si trovano gli indizi di un antico cataclisma cosmico: un cratere precedentemente sconosciuto, probabilmente di origine extraterrestre, che potrebbe finalmente spiegare l’origine del vetro del deserto e dei gioielli del faraone bambino…

ACQUISTA ORAAnalizzando le immagini satellitari che mostrano il terreno tra i villaggi di Qaret had El Bahr e Qaret El Allafa, in Egitto, un gruppo di ricerca internazionale ha scoperto quello che sembra essere un cratere precedentemente sconosciuto nel bel mezzo del deserto del Sahara. Lo studio, presentato al Journal of Washington Academy of Sciences l'11 marzo 2018 e pubblicato nell'estate 2018, è stato divulgato da Reserchgate lo scorso aprile. Il presunto cratere, chiamato El Bahr, è lungo circa 327 metri con un bordo esterno di ben 1.027 metri. La forma ricorda un tipico cratere da impatto, come quello meteorico in Arizona. I ricercatori hanno anche trovato tracce chimiche a sostegno dell’ipotesi, che evidenziano il rilascio di moltissima energia. Utilizzando le immagini satellitari e combinandole a varie lunghezze d’onda della luce, gli studiosi hanno identificato un’alta concentrazione di ortopropossene nelle rocce basaltiche del cratere, mentre quelle circostanti mostrano una bassa concentrazione di questo minerale. Un'osservazione che suggerisce una fusione delle rocce che si sarebbero poi lentamente raffreddate. 

La scoperta del cratere El Bahr potrebbe anche risolvere un antico mistero archeologico. Nel 1922, entrando nella tomba intatta di Tutankhamon, l’archeologo britannico Howard Carter scoprì un pettorale decorato con oro, argento e vari gioielli preziosi, tra cui una strana pietra. Carter la identificò inizialmente come calcedonio, una varietà comune di quarzo. Nel 1932, però, il geografo britannico Patrick Clayton, mentre esplorava il Grande Mare di Sabbia lungo il confine del moderno Egitto e della Libia, scoprì alcuni strani pezzi di un materiale giallo verde di origine sconosciuta, che ricordano la gemma del pettorale di Tutankhamon. 

Il vetro di silice del deserto libico, come viene ora chiamato il materiale, è costituito da biossido di silicio quasi puro, come il quarzo, ma la sua struttura cristallina è diversa. Contiene anche tracce di elementi insoliti, come ferro, nichel, cromo, cobalto e iridio. È tra i minerali più rari sulla Terra, poiché si trova solo nel grande mare di sabbia a nord dell’altopiano di Gilf Kebir, una delle aree più remote e desolate del deserto del Sahara.

La sua origine ha eluso i geologi a lungo. Alcuni hanno suggerito sia  vulcanica, altri che i frammenti trovati nel deserto sono tektiti, ovvero detriti da impatto solidificati di un meteorite che esplode e scioglie i vasti depositi di sabbia del Sahara. All’interno del vetro sono presenti rare manifestazioni di minerali ad alta temperatura, tra cui una forma di quarzo chiamata cristobalite.

Frammento di vetro del deserto libico, detriti da impatto trovati nel Sahara di origine sconosciuta ©D.Bressan

Una ricerca, pubblicata sulla rivista Geology nel 2019 segnalava nei campioni del deserto libico anche la presenza dell’impronta digitale di reidite, un minerale segnalato solo nei siti da impatto di meteoriti, che si forma quando gli atomi dello zircone si cristallizano ad altissime temperature. Sino ad oggi, però, la documentazione geologica non supportava l’ipotesi dell’impatto con una roccia di origine extraterrestre, né era mai stata confermata la presenza di un cratere che associasse un simile evento al vetro del deserto libico. I ricercatori ora sperano di inviare una spedizione a El Bahr per confermare l'origine meteoritica del cratere e forse trovare anche una connessione tra l'impatto e la gemma unica di re Tut.

RIPRODUZIONE VIETATA ©XPublishing2020

🌐www.xpublishing.it⠀📧 info@xpublishing.it⠀⁠☎️ 0774 403346