SCOPERTO SANTUARIO DELL’ETÀ DELLA PIETRA IN CATALOGNA - Copy


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a cura della redazione, 12 febbraio 

Esplorando una grotta nel sud della penisola iberica, i ricercatori hanno individuato centinaia di incisioni di arte rupestre, molte delle quali astratte, che testimoniano l’esistenza di un luogo rituale, forse il  più significativo della provincia paleolitica mediterranea…

ACQUISTA ORAIndagando su alcune cavità nell'Espluga de Francolí (Conca de Barberà), lo scorso ottobre un gruppo di ricercatori dell'Istituto Catalano di Paleoecologia Umana ed Evoluzione Sociale (IPHES), guidato da Joseph María Vergès, ha scoperto oltre un centinaio di incisioni che costituiscono il primo santuario paleolitico catalano con rappresentazioni di arte figurativa e astratta parietale. Gli studiosi avevano appena ripreso il loro lavoro di indagine, dopo alcune gravi inondazioni nell'area, e stavano lavorando a una grotta conosciuta come Font Major, per stabilire il suo potenziale archeologico. La scoperta, definita dall’IPHES eccezionale, in quanto rappresenta una pietra miliare nella storia dell'archeologia catalana, è avvenuta a fine ottobre, ma il team la ha annunciata solo pochi giorni fa, perché voleva proteggere e studiare prima il sito.

Il complesso di arte rupestre è costituito da oltre un centinaio di motivi, tra cui simboli astratti (segni) e rappresentazioni figurative di animali, principalmente cervi, cavalli e buoi. Dati i vari stili delle immagini, sembrerebbe che il sito sia stato considerato sacro per un tempo considerevole. In base allo stile, la maggior parte delle rappresentazioni può essere attribuita al Paleolitico superiore, più specificamente al periodo Magdaleniano, attestandosi a circa 15.000 anni fa, anche se alcune potrebbero essere più antiche, mentre altri potrebbero essere collegati al Neolitico e a fasi più recenti.

Gli archeologi ritengono che la grotta fosse, un tempo, un santuario. Secondo gli studiosi, è  probabile che sul luogo si siano svolte cerimonie religiose e di altro tipo. «Le opere d’arte potrebbero avere avuto un significato magico o spirituale per le persone dell’età della pietra che le hanno create - spiega a Newsweek Vergès, professore associato dell’Università di Rovira i Virgili - Pensiamo che il santuario possa essere stato più grande, in quanto alcune delle incisioni sono state cancellate dall'attività umana», aggiunge.

Foto:Josep Maria Vergès / IPHES

In passato, la grotta faceva parte di un sentiero e molti visitatori toccando le pareti potrebbero aver alterato inconsapevolmente questa importante testimonianza artistica della preistoria. Un team di tecnici sta al momento documentando tutti i disegni rinvenuti sulle pareti della grotta con tecniche 3D.

Gli studiosi hanno specificato che le incisioni sono state create su uno strato di limo sabbioso a forza morbida. La bassa consistenza del supporto implica che possono essere facilmente danneggiate o addirittura cancellate al minimo contatto. Per questa ragione, la grotta è stata chiusa al pubblico e non può essere visitata.

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