SEGNALI DALLO SPAZIO PROFONDO


a cura di Federica Baldi per XTIMES

Misteriosi segnali radio lampo da alcuni anni tengono occupati scienziati e radiotelescopi di tutto il mondo per trovarne l’origine. Sono stati impiegati anni di osservazione, di studio e acquisizione dati per capire cosa fossero, da dove venissero e perché due di questi segnali lampo si sono ripetuti a distanza di anni, mentre gli altri no, o meglio non ancora. Questi segnali, velocissimi, provengono dagli abissi del cosmo, ma la loro origine resta sconosciuta. Vengono chiamati FRB, Fast Radio Burst (lampo radio veloce) e potrebbero aiutare a capire le cause e l’andamento di queste improvvise emissioni di onde radio nello spazio profondo. Solo i potentissimi radiotelescopi terrestri riescono a catturarli. Capire i Fast Radio Burst aiuterebbe a comprendere anche come funziona l’universo, la sua formazione ed evoluzione, tutt’ora in corso. 


Basti pensare che, pur essendo brevissimi, sono stati intercettati dagli strumenti dopo aver viaggiato nel cosmo per miliardi di anni! Cosa sono i FRB Fino a pochi anni fa si ignorava l’esistenza dei Fast Radio Burst. In un osservatorio, l’elemento più importante è ilradiotelescopio: mentre il telescopio, grazie a specchi e lenti, osserva la luce visibile, il radiotelescopio è in grado di rilevare le onde radio che vengono emesse dai corpi celesti nello spazio. I radiotelescopi con maggior potenza sono dotati di una serie di antenne che consentono di intercettare segnali a seconda del punto in cui vengono orientate nel cosmo.

Il 24 agosto 2001, il radiotelescopio del Parkes Observatorynel New South Wales, in Australia, grazie alla parabola di 64 metri di diametro, captò una traccia radio di 5 millisecondi, improvvisa e ad alta energia. Fu ipotizzata un’interferenza terrestre che aveva falsato una rilevazione dell’antenna. Successivamente, furono condotte una lunga serie di approfondite analisi che portarono a concludere che il segnale provenisse dallo spazio intergalattico e non dalla Terra. Fu il primo segnale catalogato come FRB nel 2007, dalla revisione dei dati acquisiti nel 2001, provenienti proprio dal Parkes Observatory. Da allora, questi segnali radio brevissimi sono risultati molto frequenti; se ne verificano a migliaia nello spazio, ogni giorno, ma un spiegazione certa ancora non c’è, solo molte ipotesi. 

Secondo una delle più plausibili, questi segnali potrebbero essere la conseguenza dello scontro tra due stelle di neutroni (stadio conclusivo del ciclo vitale di una stella); secondo un’altra, invece, potrebbero essere l’attimo prima che una stella venga fagocitata da un buco nero; un’altra ipotesi ancora riguarda le stelle di neutroni con un imponente campo magnetico (dell’ordine di miliardi di volte quello terrestre) e in grado di produrre potenti emissioni elettromagnetiche; non si esclude, tuttavia, che possano essere dei segnali alieni, anche se la scoperta di molti altri segnali simili ha reso meno probabile questa ipotesi. Agganciare e localizzare un segnale FRB, singolo e non ripetibile, è molto complicato perché è estremamente sfuggente e può venire da qualsiasi direzione di area remota dello spazio. I radiotelescopi hanno parabole con decine di metri di diametro e sono super potenti, ma il settore sotto osservazione è infinitesimale se paragonato all’estensione dello spazio cosmico in sé; inoltre dovrebbe essere puntato nella direzione giusta e al momento giusto. Il primo segnale Il segnale che venne intercettato dal radiotelescopio di Arecibo, a Porto Rico, nel novembre del 2012, destò l’attenzione del mondo scientifico. A differenza dei precedenti, FRB 121102, proveniente dall’emisfero celeste boreale, si ripeté nel maggio e giugno del 2015. Inizialmente, furono 9 i lampi che si succedettero e che permisero di identificarne l’origine...

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