SEGNI RITUALI TRA LE ROVINE DI UNA METROPOLI IN CINA


Antiquity, 15 luglio

Foto: Zhounyong Sun e Jing Shao 

approfondimenti su Hera

Una città di 4.300 anni, con al centro un'imponente piramide a gradoni alta almeno 70 metri, scoperta in Cina nel 2018, è oggi al centro dell'attenzione di un gruppo internazionale di archeologi. Dagli ultimi rilevamenti, la piramide risulta essere decorata con "occhi" simbolici e facce "antropomorfe", in parte umane e in parte animali. Quelle figure “potrebbero essere l’indizio che siamo di fronte a un luogo sacro o di potere religioso, poste lì per rafforzarne ulteriormente la sensazione di potenza che doveva esercitare sulle persone”, spiegano gli archeologi.

In base alle ricostruzioni degli studiosi, per cinque secoli attorno a quella piramide prosperò una grande città, che si estendeva per circa quattro chilometri quadrati, cosa che all'epoca ne faceva una grande metropoli. Oggi quella città è chiamata Shimao, ma il suo vero nome è sconosciuto. Fino a poco tempo fa si pensava che fosse parte della Grande Muraglia (costruita poco più di 2.000 anni fa) e solo recentemente ci si è resi conto che è più antica e che ha una sua storia ancora da decifrare. La piramide mostra 11 ampi gradoni pavimentati in pietra. Sul gradone più alto “c'erano palazzi costruiti in terra battuta, con pilastri in legno ricoperti da tegole e una gigantesca riserva d'acqua”, aggiungono gli studiosi. Tutte le persone di potere vivevano a quel livello, e tutto ciò che serviva loro era prodotto nelle immediate vicinanze. “Il complesso non funzionava solo come spazio residenziale dell'élite del governo di Shimao, ma anche da area di produzione per tutto ciò che serviva all'élite stessa”, sottolineano. 

Una serie di muri in pietra, con bastioni e porte, circondava la piramide e la città. Il design delle raffinate mura difensive all'ingresso suggerisce che avessero anche una funzione selettiva e che fossero destinate a un accesso limitato ad alcune persone. In prossimità della porta esterna orientale sono stati trovati sei pozzi contenenti teste umane decapitate: alcune delle vittime potrebbero non essere originarie della città ma provenire da un altro sito a nord di Shimao: “L'analisi dei resti umani suggerisce che le vittime potrebbero essere originarie di Zhukaigou, forse portati a Shimao come prigionieri” ipotizzano gli studiosi. Le ricerche sul campo hanno rivelato anche alcuni artefatti in giada inseriti negli spazi tra i blocchi di pietra di tutte le strutture del sito. La presenza di tali manufatti e i presunti sacrifici umani  lasciano pensare a riti che “impregnassero di energia" la piramide. Il lavoro degli archeologi e degli antropologi per indagare sulle ritualità dell’epoca a Shimao è appena iniziato...