SOLSTIZIO D’INVERNO: IL NUOVO SOLE SCENDE SULLA TERRA


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a cura della redazione, 22 Dicembre

foto: Ahmed Galal

Durante il Solstizio d’Inverno il Sole tocca il punto più basso all’orizzonte: è il giorno della semina e della Rinascita, quando dal buio si annuncia la vittoria della Luce sulle tenebre. In Egitto tale evento è stato immortalato da uno spettacolo naturale attraverso la Sapienza architettonica dei templi. Qui il potente disco solare emerge vittorioso dal buio della notte a benedire la terra nera di “Khem”...

Anche se la tradizione vuole che il giorno più corto dell’anno nel nostro emisfero sia il 13 dicembre, il giorno in cui il Sole irradia al suo minimo la Terra (con sole 9 ore di luce), corrisponde al Solstizio d’Inverno convenzionalmente fissato il 21 dicembre, ma astronomicamente collocabile tra il 20 e il 22 dicembre a causa della discrepanza tra il calendario gregoriano e quello siderale. Quest’anno (2019) l’evento cade il 22 dicembre, alle 6.19 del mattino. Per avere un po’ più di luce si dovrà attendere il 25 dicembre, il giorno non a caso prescelto per simboleggiare la nascita dell’uomo che ha incarnato il Cristo, il “nuovo sole” che scende sulla Terra. Sin dalla preistoria, in tutto il mondo e in tutte le epoche, sono state realizzate opere orientate verso il punto in cui sorge il Sole in questo particolare giorno. Tale fenomeno astronomico non poteva passare inosservato nell’Antico Egitto: su 650 templi egizi, è emerso che la maggior parte dei monumenti e siti archeologici sono stati progettati per celebrare gli eventi celesti, in particolar modo l’alba sugli equinozi e sui solstizi. A questa “regola” non fa certo eccezione uno dei più importanti complessi monumentali dell’antico Egitto, il grande tempio di Amon a Karnak, il cui asse centrale è stato orientato per celebrare probabilmente il solstizio d’inverno ed accogliere il sole nascente. Il fenomeno celeste segnava per gli antichi abitanti delle Due Terre il momento in cui iniziava la stagione della semina, dopo che le acque del Nilo si erano ritirate a seguito dell’inondazione annuale, e rappresentava dunque il concetto di Rinascita. Quindi è facile pensare che gli antichi astronomi e architetti fecero costruire il tempio in modo tale che il sole nascente del solstizio d’inverno ne percorresse l’asse principale: attraversando il viale, per alcuni istanti i raggi del sole brillano tra le alte colonne della sala ipostila e le “accendono”, quasi a ricaricare il luogo sacro ad Amon, il “nascosto” (questo significava il suo nome), della sua energia.

Il sole rimane allineato al santuario di Amon-Ra per 20 minuti raggiungendo poi, dall’altra parte del fiume Nilo, il tempio della regina Hatshepsut (1513/1507-1458 a.C. circa). Anche la grande sovrana della XVIII dinastia volle celebrare questo momento magico allineando il suo tempio in modo tale che durante il solstizio d’inverno un raggio di luce illuminasse il Sancta Sanctorum del suo tempio. Nel corso dei secoli, a Karnak, lo spettacolo del sole nascente al solstizio d’inverno si è arricchito di “effetti speciali”. Infatti, durante la XXX dinastia, Nectanebo I (…-362 a.C.) fece costruire il suo portale proprio sulla traiettoria percorsa dal sole all’alba di quel giorno, regalando la suggestiva immagine in cui sembra che il nostro Astro sorga proprio su di esso. Si pensa addirittura che ci fosse stata la volontà di creare un gioco architettonico con la luce, cioè formare con il portale ed il Sole un grande geroglifico che rappresentasse l’orizzonte, il segno “akhet”, ovvero due dune montuose con un disco solare posto tra queste: un potente simbolo di Rinascita. Nel tempio di Abu Simbel, il “bacio del Sole” sulla statua di Ramesse II si ripete, invece, due volte l’anno in ottobre e febbraio. 

Sono diversi i templi dell’antico Egitto che celebrano la rinascita della Vita e la vittoria della Luce sulle tenebre. Anche nel Fayum, nei pressi del lago Qarun, lago che dà nome al tempio tolemaico in calcare giallo lì edificato nel III/IV secolo a.C., dove una volta sorgeva l’antica città di Dionysias, un tempo punto di partenza delle carovane dirette all’oasi di Bahariya, all’alba i raggi del Sole attraversano tutto l’asse del tempio di Qasr Qarun penetrando l’oscurità del Sancta Sanctorum, il luogo più nascosto del tempio, dove solo i sommi sacerdoti incaricati ad officiare i rituali destinati al culto del dio avevano accesso. In questo luogo sacro era conservata la statua del dio Sobek, l’antropomorfo coccodrillo guardiano delle Acque interiori, che in questa circostanza veniva colpita ed irradiata dell’Energia solare.

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