SPOSE MISTERIOSE DAL CRANIO ALLUNGATO IN BAVIERA


PNAS, 14 Marzo

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Un team di ricercatori dell'Istituto di Archeologia del Caucaso ha scoperto, a Gamurzievskoe, lo scheletro di una donna dal cranio turricefalo, che si ritiene abbia vissuto a cavallo tra il IV e il VI secolo, vicino alla città russa di Nazran. Il suo cranio, gravemente deformato, è visibilmente a forma di uovo. Questa non è la prima volta che gli archeologi hanno trovato simili teschi in Europa. Negli ultimi cinquant’anni ne sono stati scoperti diversi, tutti risalenti a 1.500 anni fa. Dalla loro analisi genomica, i ricercatori hanno potuto confermare l’uso di alleanze dei popoli dell’Europa mediorientale. I teschi ritrovati sono tutti di donne. Per risolvere l’enigma, è stato esaminato il DNA di 36 adulti, 14 dei quali femminili con crani alterati, provenienti da sei diversi cimiteri bavaresi, comparandoli con campioni di DNA prelevati da un soldato romano e da due donne provenienti dalla Crimea e dalla Serbia. Stranamente gli archeologi non hanno trovato nel cimitero alcun bambino che mostrasse l’allungamento del cranio. La tecnica utilizzata per allungare la calotta cranica a forma di uovo, nota come deformazione cranica artificiale (ACD), può essere applicata solo durante l’infanzia quando le ossa si stanno ancora formando. Una tradizione che per gli antichi era un segno di bellezza e indicava il rango sociale. Il test del DNA effettuato, ha mostrato che i reperti ossei appartenenti alle donne con la testa conica, avevano una genetica diversa dalle loro controparti maschili. Tutti i campioni di crani deformati avevano un preciso ceppo di DNA, che codifica gli occhi marroni e i capelli castani, tipico delle zone dell'Europa meridionale e sud-orientale. Al contrario i loro contemporanei Baiuvari hanno l'indiscutibile codifica dei capelli biondi e degli occhi azzurri. Cosa ancor più strana, Inoltre, solo le donne sono state seppellite con artefatti locali, quasi ad indicare che si erano adattate a una cultura di adozione. Dallo studio pubblicato negli Atti della “National Academy of Sciences” statunitense si scopre che si tratterebbe di spose immigrate, che si ipotizza siano giunte nell’odierna Baviera durante il VI secolo d.C..