STATUINA SCIAMANICA DEL PALEOLITICO IN CINA


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a cura della redazione, 13 Giugno

Un piccolo uccello di osso riporta indietro di oltre 8 millenni la data delle sculture animali nell’Asia orientale, diventando la prima “opera d’arte” cinese mai scoperta. Secondo i ricercatori l’oggetto è stato riprodotto a scopo rituale e potrebbe appartenere a una tradizione artistica del tutto originale, non collegata ad altri stili antichi in Europa o in Siberia…

ACQUISTA ORANumerose prove dimostrano che i comportamenti associati al pensiero simbolico, come la produzione di disegni e incisioni astratti, l’uso di pigmenti, di ornamenti personali e l’esecuzione di complesse pratiche mortuarie, sono da tre a dieci volte più antichi di quanto si pensasse fino a due decenni fa. La conferma viene da un recente studio pubblicato mercoledì scorso sulla rivista scientifica PLOS One, che descrive nel dettaglio la recente scoperta di quello che gli studiosi hanno definito il più antico esempio noto di arte tridimensionale dell’Asia orientale. Si tratta di una raffinata statuetta che riproduce un piccolo uccello scolpito da un pezzo di osso di mammifero annerito dal calore, rinvenuta durante lo scavo di un pozzo in Cina, a Lingjing, nella provincia di Henan. In base ai test al radiocarbonio effettuati nel sostrato del sito dal team guidato da Zhanyang Li, dell’Università di Shandong, si stima che il manufatto abbia almeno 13.500 anni. L’aspetto più sorprendente, secondo gli sudiosi, è il livello di abilità mostrato dall’artista nel realizzarlo. L’analisi microscopica ha rivelato che ha utilizzato una varietà di strumenti in pietra e quattro tecniche per creare la rappresentazione di un uccello appollaiato in piedi su una base robusta.

FOTO: ©Francesco d’Errico e ©Luc Doyon

La figurina è stata trovata sparpagliata tra altri manufatti come strumenti al quarzo, frammenti di terracotta, un ciondolo a guscio d’uovo di struzzo, resti di animali e un frammento di osso lavorato con la stessa tecnica della figurina. Al posto delle zampe un grande piedistallo rettangolare consente alla statuina di stare in posizione verticale. «Questa figurina costituisce la prima scultura trovata in un sito paleolitico dell’Asia orientale e differisce tecnologicamente e stilisticamente dalle rappresentazioni precedenti e contemporanee di avifauna trovate in Europa e in Siberia» si legge nello studio. «Spinge indietro l’origine delle rappresentazioni avicole nell’arte cinese di 8.500 anni e identifica un potenziale legame tra l’arte neolitica cinese e le sue origini paleolitiche», sottolinea il co-autore dello studio Luc Doyon (Università di Montreal) su Courthouse News.

Stampa tridimensionale della statuina
FOTO: ©Francesco d’Errico e ©Luc Doyon

Le sue proporzioni (testa e collo corti, becco robusto e arrotondato, coda lunga) ricordano un passeriforme, un uccello canoro comune. L’oggetto è alto circa 12,5 mm e mostra una piccola base rettangolare di 5,1 mm di larghezza e 19,2 mm di lunghezza. 

Quando lo si guarda al microscopio, appare evidente che è stato realizzato con precise cognizioni artistiche e tecniche. Lo si evince non solo dai minimi dettagli della scultura, ma dalla forma scelta. «La coda è sproporzionata, probabilmente per fare da contrappeso e consentire il perfetto equilibrio sul piedistallo. In questo modo la statuina è perfettamente bilanciata e si erge in posizione verticale se posizionata su una superficie piana. Allo stesso modo, il metodo usato per annerire l’osso da cui è scolpito l’uccello, anche se non ancora completamente compreso, lascia presumere una grande abilità tecnica», afferma sul The Guardian Francesco d’Errico, direttore della ricerca del Centro Nazionale Francese di Ricerca Scientifica dell’Università di Bordeaux.

©PLOS OneLe prime figure scolpite conosciute risalgono a un periodo molto più antico, fino a 40.000 anni fa, e consistono in figure animali e umane scolpite in avorio di mammut, che sono state scoperte sulla catena montuosa del Giura Svevo nell’attuale Germania. Fino ad ora, tuttavia, la prima scultura animale trovata nellAsia orientale risale al 3000 a.C. circa. L’uccello di Lingjing è molto più piccolo delle figure del Giura Svevo e la rappresentazione dell’uccello in piedi su un piedistallo è unica nell’arte paleolitica. La figura è eccezionalmente ben conservata, al punto che i ricercatori sono stati in grado di identificare i metodi utilizzati per scolpire ciascuna delle sue 68 sfaccettature, compresi i segni incisi per rappresentare il suo occhio e il becco. «Quasi certamente troppo piccolo per essere un ornamento personale o destinato ad essere esposto, sembra piuttosto un oggetto che porteresti con te in una borsa, forse insieme ad altri oggetti. Molto probabilmente apparteneva a uno sciamano», suggerisce d’Errico, mettendolo in relazione con gli altri manufatti rinvenuti.

Manufatti di osso del Pleistocene rinvenuti a Lingjing ©PLOSE OneIl sito paleolitico di Lingjing è un sito archeologico scoperto per la prima volta nel 1965. Fu scavato ogni anno dal 2005 al 2018 e ha svelato numerosi reperti negli ultimi anni. Dagli scavi sono emersi 11 strati archeologici stratificati di età compresa tra circa 2.500-120.000 anni. Sette di questi contengono resti archeologici, mentre quattro sono sterili. Il dottor Zhanyang Li dell’Università di Shandong e colleghi hanno trovato numerosi manufatti, tra cui frammenti di terracotta, resti di animali bruciati e la statuetta di uccelli, in sedimenti risalenti a 13.500 anni fa. Il livello cinque, in cui la statuetta di uccello è stata trovata contiene manufatti che vanno dallo Yanger Dryas (circa 12.000 anni) all’ultimo massimo glaciale (circa 20.000 anni). Nello stesso luogo, nel 2006, Li e il suo team hanno scoperto una serie di frammenti di ossa accuratamente incisi tinti con un pigmento naturale chiamato ocra. Risalenti a 115.000 anni fa, si ritiene che i frammenti siano stati lasciati dai Denisovani, un gruppo strettamente legato sia agli umani moderni che ai Neanderthal.

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