SULLE TRACCE DI UN TEMPIO SCONOSCIUTO NELLO YEMEN


Live Science 19 marzo 2019

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L’incisione di una tavoletta di bronzo proveniente dall’estremità meridionale della Penisola Araba, menziona un tempio perduto dedicato a una divinità che gli studiosi non hanno mai sentito nominare prima. Il testo, scritto in sabeo, risale a 2000 anni fa e recita: "Ilīmata' e Khabī'at, i due servitori di Khawliyān, offrirono ad Athtar Ḥarmān, il proprietario del Bana, con una tavoletta i loro figli e chi avesse voluto aggiungersi, per la loro salvezza”. La placca proviene sicuramente da un tempio dedicato al dio che viene citato, Athtar Ḥarmān, spiega Christian Robin, ricercatore presso il Centro Nazionale francese per la Ricerca Scientifica, aggiungendo che il “Bana" era un modo per indicare il Tempio. Un'altra iscrizione in lingua Sabea, scoperta nel 1909 a nord-est di Ṣan’ā', oggi capitale dello Yemen, si riferisce anch’essa a un “Bana", un tempio situato a Shibām al-Ghirās. Secondo gli studiosi entrambe le iscrizioni potrebbero riferirsi allo stesso luogo sacro. Il nome "Khawliyān", invece, è menzionato in una terza iscrizione, trovata in un sito chiamato Maḥram Bilqīs, che elenca il nome dei principi di Ayfa. Città che gli studiosi non hanno ancora identificato, ma i cui abitanti erano i "Fayshānite", un gruppo che viveva nell'area intorno a Ṣan’ā'. Probabilmente il reperto risale al I secolo, periodo durante il quale “diversi documenti storici parlano di alcuni regni, che fiorirono nello Yemen più di 2000 anni fa, dediti al commercio di incenso e spezie”, sottolinea il ricercatore. Attività che nella Bibbia lega il Re Salomone alla Regno di Saba. La tavoletta in bronzo, acquistata da una casa d'aste californiana nel 2015, la Artemis Gallery, arriva da una vecchia collezione di New Orleans. L'ex proprietario della tavoletta, un collezionista attivo tra gli anni ’70 e ’90 dello scorso secolo, è morto ormai lasciando un velo di mistero su come sia giunta negli Stati Uniti e da dove.