TOMBA DI TUTANKHAMON, CONFERMATA LA PRESENZA DI VUOTI SCONOSCIUTI


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A cura della redazione, 25 Febbraio

Nuove indagini radar riaccendono il dibattito sulla presenza di camere nascoste nella tomba del faraone bambino e sull’esistenza di corridoi paralleli che potrebbero condurre a una tomba ancora sconosciuta, forse proprio quella della misteriosa Nefertiti…

ACQUISTA ORAA novembre scorso siamo stati i primi, se non gli unici, in Italia a dare eco alla notizia pubblicata dal quotidiano britannico “The Guardian”, della denuncia da parte di Adam Lowe, fondatore della Factum Fondation, della tentata mistificazione a scopi propagandistici da parte dell’Autorità delle Antichità Egizie nel dichiarare tout court l’assenza di stanze segrete nella tomba di Tutankhamon (Tut), non solo dopo anni di indagini che testimonierebbero il contrario, ma in base ai risultati della scansione 3D effettuata proprio dalla sua società. Nonostante alcuni esiti contrastanti, un nuovo sondaggio radar nella Valle dei Re sembrerebbe ora confermare quanto messo a tacere sulla presenza di tali spazi sconosciuti dietro le mura della camera di sepoltura del giovane faraone, morto all’età di 19 anni dopo solo 10 di regno (1332 -1323 a.C circa). I nuovi risultati, presentati al Consiglio Supremo egiziano delle Antichità (SCA) all'inizio di febbraio, non sono ancora stati pubblicati ufficialmente su una rivista scientifica peer-reviewed, eppure la rivista “Nature” ha voluto anticiparne la notizia in anteprima mondiale, ripresa da moltissime testate in tutto i mondo.

Le indagini, iniziate a giugno 2019, sono state condotte da un team d’ingegneri dell’Università egiziana Ain Shams insieme e un gruppo di ricercatori della Terravision, per iniziativa e interessamento dell’ex ministro delle Antichità Egizie Mamdouh Eldamaty, sotto il patrocinio dello stesso SCA. Una scoperta effettuata grazie all’uso di tecnologie georadar GPR. Le scansioni hanno rivelato la presenza di uno spazio simile a un corridoio, in precedenza non identificato, situato nel substrato roccioso a pochi metri a Est della camera funeraria, scoperta nel 1922.

Scansioni rilasciate dal Ministero delle Antichità egiziano

Lo spazio identificato si trova alla stessa profondità della stanza sepolcrale e corre parallelamente al corridoio d’ingresso della tomba: sembra essere alto circa 2 metri e lungo almeno 10 metri. Non è ancora certo se sia fisicamente collegato al sepolcro di Tutankhamon, noto come KV62, o se faccia parte di un’altra tomba vicina. I ricercatori sostengono che il suo orientamento, perpendicolare all’asse principale del KV62, suggerisce che esista una connessione tra i due elementi architettonici, perché altrimenti sarebbero allineati con diverse angolazioni.

Ciò potrebbe sostenere la controversa idea, proposta da alcuni egittologi, secondo cui le pareti della tomba di Tut celerebbero una rete di camere nascoste e un luogo di sepoltura ancora non identificato, che potrebbe essere la tomba della misteriosa Nefertiti, Grande Sposa Reale del faraone monoteista Akhenaton, padre di Tutankhamon, la quale secondo alcuni egittologi governò brevemente come faraone tra il 1353 e il 1336 a.C., immediatamente prima del regno di Tutankhamon nel XIV secolo a.C.. Ipotesi sotenuta sin dal 2015 dall’egittologo britannico Nicholas Reeves, che ha trascorso molti anni a lavorare nella Valle dei Re. 

La nuova funzionalità scoperta, però, non sembra essere quella che si aspettava: Reeves aveva ipotizzato che le possibili camere nascoste sarebbero continuate a Nord della tomba di Tutankhamon anziché girare a destra, come suggeriscono i dati. Aveva riferito, infatti, di aver trovato linee rette e crepe nelle pareti affrescate della camera funeraria di Tutankhamon, che suggerivano la presenza di porte nascoste. In particolare, ha sempre sostenuto che l’estrema parete Nord della tomba del faraone bambino non sia un solido substrato roccioso, ma un falso muro. Indipendentemente da come sia o cosa nasconda lo spazio individuato, gli egittologi, secondo “Nature”, hanno risposto alla scoperta con entusiasmo. Ray Johnson, egittologo presso l’Istituto Orientale dell’Università di Chicago a Luxor, in Egitto, non esclude la possibilità di trovare Nefertiti nello spazio nascosto. Se invece così non fosse, potrebbe contenere la tomba della moglie di Tutankhamon, Ankhesenamun, figlia di Nefertiti (come ricostruito nel 2018 anche dal "National Geographic”), che non è stata ancora trovata. Aidan Dodson, egittologo dell’Università di Bristol, nel Regno Unito, è invece scettico sulle idee di Reeves in merito a Nefertiti, ma sostiene la teoria della possibile presenza di una seconda sepoltura reale o comunque di alto lignaggio.

I lavori d’indagine della squadra di Eldamaty nella Valle dei Re, iniziati anni fa, erano stati interrotti a seguito delle indagini effettuate nel 2017 da un team guidato da Francesco Porcelli, fisico del Politecnico di Torino in Italia, il cui sondaggio GPR aveva escluso la presenza di camere nascoste, nonostante tutte le altre ricerche sostenessero il contrario. La possibilità della presenza di altre camere oltre la tomba di Tutankhamon era stata precedentemente studiata e riscontrata da diverse squadre, spesso lavorando con aziende private; e di fatto la tomba di Tutankhamon risulta essere insolitamente piccola per una sepoltura reale e da tempo molti ricercatori sostengono che possa contenere altre stanze e forse anche il luogo di riposo di Nefertiti, la cui tomba non è mai stata trovata.

Il ministro egiziano delle Antichità Mamduh Damati parla durante una conferenza stampa al Cairo sulle scansioni radar della tomba del faraone Tutankhamon nell'antica necropoli di Luxor, che mostrano una probabilità del 90% di due camere nascoste, possibilmente contenenti materiale organico, marzo 17, 2016 (AFP /MOHAMED EL-SHAHED - The Times of Israel)Ray Johnson, egittologo presso l’Istituto Orientale dell’Università di Chicago a Luxor, in Egitto, afferma su “Nature” che i nuovi dati «dimostrano l’esisistenza di uno spazio dall'altra parte della parete nord della camera funeraria», smentendo le dichiarazioni di Porcelli. Di contro, l’ex ministro delle Antichità egiziano Zahi Hawass, nonostante abbia recentemente dovuto rivedere la sua posizione scettica in merito all’esistenza della presenza di un “Grande Vuoto” all’interno della Grande Piramide nella Piana di Giza, ha affermato che l’uso di tecniche geofisiche GPR non ha alcuna validità scientifica. Se così fosse, però, non lo avrebbero neppure i risultati negativi del team di Porcelli, che si sono avvalsi della stessa tecnologia. 

L’unico modo per stabilirne la veridicità in un senso o nell’altro è quello di indagare più approfonditamente. Se fosse scoperta una nuova tomba, chiunque vi sia sepolto all’interno, sarebbe comunque una scoperta significativa, perché questa parte della valle è sigillata da uno strato di antichi detriti alluvionali, che ne hanno preservato il contenuto per millenni, come per la KV62. Risulta impenabile al momento un’indagine fisica, in quanto scavare attraverso il substrato roccioso sarebbe estremamente difficile e perforare la parete Nord potrebbe danneggiare la camera funeraria di Tutankhamon. Eldamaty, ha anticipato “Nature”, prevede di presentare una proposta per studiare la funzionalità dello spazio individutao in modo più dettagliato. Sarà però difficile scansionare più vicino la camera funeraria senza rimuovere le unità di condizionamento dell’aria, che a oggi hanno impedito di raccogliere dati definitivi per la zona cruciale, posta direttamente a Nord. Il direttore generale di Terravision, Charlie Williams, è comunque fiducioso e certo che usando macchinari più sofisticati sia possibile stabilire la forma e la posizione del vuoto e dove conduce.

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