TORNA NELLA TUSCIA L’OLIVA SACRA DELL’UNZIONE BIBLICA


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a cura della redazione, 9 Novembre

«Oggi in Italia, nella mia amata e splendida Tuscia svetta una rara oliva perduta nel tempo, completamente bianca, la “Leucolea” di Kasos in Grecia». Alessio Grandicelli, residente a Civita Castellana, appassionato della cultura etrusco-falisca, è riuscito a ricreare nel suo giardino un’antichissima oliva di colore bianco che esisteva 3000 anni fa. A differenza delle comuni specie di oliva diffuse e coltivate in Italia, la specie Olea europea, varietà leucocarpa, anticamente chiamata “Leucolea”, che significa “oliva bianca”, deriva da una varietà particolare, giunta in Grecia dalla Mesopotamia e poi importata in Italia. Si tratta di una coltivazione antichissima, presente nei giardini dei templi e in altri luoghi sacri, che si utilizzava per realizzare un olio chiarissimo, molto particolare, che non produceva fumo e del quale ci si serviva nei rituali religiosi. Era chiamato “olio di Crìsma”, da cui deriva il nome del sacramento cristiano della Cresima. Dalla spremitura dell’oliva bianca, dunque, si otteneva un prodotto che, più che per uso alimentare (questa oliva albina è insapore), veniva sfruttato all’interno delle lucerne e come base per unguenti e incensi. Un olio la cui origine si perde nel tempo, citato addirittura nella Bibbia, dove si fa riferimento alla consuetudine di ungere le persone considerate importanti e di prestigio all’interno della società proprio con quest’olio. Il significato della parola Mašíakh, ovvero il Messia, tradotto in greco “Christós”, era infatti “persona unta dall'olio”. La coltivazione dell’ulivo è una pratica antica di circa 6.000 anni. Si suppone che la sua coltura sia comparsa per la prima volta nell’Asia occidentale. Lo testimoniano diversi racconti tradizionali, testi religiosi e rinvenimenti archeologici. La pianta dell’ulivo sembra sia stata diffusa dalla Siria in tutta l’area mediterranea. Fin dai tempi più remoti l’oliva era considerata un simbolo trascendente si spiritualità e sacralità. Sinonimo di fertilità e rinascita, nella mitologia come nella religione, il frutto dell’ulivo rappresentava un elemento naturale di forza e di purificazione. Ad oggi, le poche piante di leucolea sopravvissute sono presenti sporadicamente in soprassuoli di alcune regioni italiane come la Toscana e sopratttto la Calabria. Gli esemplari ritrovati, grazie ad illuminati olivicoltori e agronomi, sono stati salvati e riprodotti con nuovi innesti, riportando a nuova vita questa bellissima e antica specie.