TROVATI IN ASIA POSSIBILI DENTI DENISOVIANI


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CENIEH, 2 Aprile

APPROFONDIMENTI su Fenix di Aprile

Quattro denti, datati tra i 172mila e i 240mila anni fa, scoperti nella grotta di Yanhui a Tongzi, nel sud della Cina, non si adattano al modello morfologico tradizionale dell'Homo erectus, ma potenzialmente potrebbero essere collegati ai "Denisoviani". Un recente studio, condotto da Song Xing, ricercatore presso l’Istituto di Paleontologia e Paleoantropologia di Pechino (IVVP), in collaborazione con Maria Martinon Torres e José Maria Bermudez de Castro, e pubblicato sul “Journal of Human Evolution” dal Centro Nazionale delle Ricerche sull’Evoluzione umana (CENIEH), rivela novità sorprendenti sull’esistenza di un nuovo ceppo umano in Asia. Rinvenuti tra il 1972 e il 1983, i denti analizzati dallo studio, furono originariamente identificati come appartenenti all’Homo sapiens. Dalle analisi morfometriche e della tomografia micro-computerizzata (micro-CT), oltre al confronto con i denti di ominidi dello stesso periodo cronologico (Pleistocene Superiore) e della stessa regione geografica (Asia orientale), è risultata una morfologia non congruente con l’esistenza di un unico ceppo. Dai risultati emerge, infatti, l’ipotesi di una seconda tassonomia, caratterizzata da una corona simmetrica, la lingua a spinta e la superficie dentinale semplificata del terzo premolare. "I denti rinvenuti nella grotta di Tongzi, mostrano delle differenze sostanziali che li candidano a prove, da verificare, della presenza Denisoviana", dice Maria Martinon-Torres. Ominidi che le recenti analisi del DNA su una falange e un dente trovato nella grotta di Denisova, nel massiccio dell’Altai (Russia), hanno identificato come appartenenti a una popolazione venuta a contatto con gli uomini di Neanderthal, vissuti in Asia durante il Pleistocene Superiore. Per quanto sia stata raccolta una quantità abbondante d’informazioni genetiche sui Denisovani, ad oggi ci sono pochissimi resti fossili. Pertanto, sia il loro aspetto fisico che la loro identificazione rimane un mistero.