TURCHIA: POZZI CIRCOLARI IN UN TERRAPIENO A OTTO LIVELLI ALTO 7 METRI A MADRIN


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Anadolu Ajansi, 7 Novembre

FOTO: Yeni Safak

Gli archeologi hanno individuato un presunto sistema fognario, coevo di Göbekli Tepe, in prossimità del tumulo di Çemka. Oltre 20 strutture architettoniche sotto un’area terrazzata costruita in pendenza... 

Un antico sito storico, risalente a 11.800 anni fa, è stato portato alla luce all’inizio di novembre nella Turchia sud-orientale, ora parte della provincia di Mardin. L’archeologo Ergül Kodaş e il suo team, mentre scavavano nell’ambito di un progetto incentrato sulla documentazione e il salvataggio di siti culturali situati nel clicca sulla foto per vedere altre immaginidistretto di Dargecit, si sono imbattuti in quello che al momento ritengono essere un sistema fognario, collegato a 20 strutture architettoniche. Secondo Kodaş, «il luogo fu abitato per un lungo periodo intorno al 9800 a.C. e la struttura mostra l’esistenza di edifici su otto piani, lungo un terrapieno che raggiunge fino a sette metri di altezza». Se così fosse, sarebbe il più antico conosciuto nella storia ed è «situato in un’area probabilmente di uso pubblico». Nel sito è stato individutato anche un tempio, di cui vi abbiamo dato notizia il 30 ottobre scoro, che si stima risalga allo stesso periodo di Göbekli Tepe, il più antico santuario conosciuto al mondo, situato nella provincia sud-orientale di Sanliurfa. Sono attualmente in corso i lavori di scavo per portarne alla luce le steli. Nella stessa zona sono stati rinvenuti migliaia di templi, legati prtempio di epoca neolitica con tre stele di pietra quasi intatte simili nella forma al famoso e controverso sito dei megalitici piloni a Tobabilmente alle diverse civiltà ospitate nell’area: Sumeri, Akkadiani, Babilonesi, Ittiti, Urartiani, Romani, Abbasidi, Seljuk e Ottomani. L’antico insediamento si trova in prossimità del tumulo di Çemka, scoperto lo scorso anno nella zona rurale di Ilısu, nel Dargeçit, sulle rive del fiume Tigri. Il sito è stato registrato dall'Autorità per le Antichità Turche come "area archeologica di primo grado", dove lavorano un totale di 65 addetti, tra restauratori, archeologi e personale di scavo sotto la direzione del Museo Mardin e dell’Università di Artuklu. Il terrapieno archeologico individuato è attarversato da due strade principali. «Tutti gli edifici sono a pianta rotonda e per lo più sepolti nel sottosuolo, simili a pozzi. Sono vicini l’uno all’altro con pareti quasi comuni», spiega Kodaş. In due mesi di scavo sono stati rinvenuti più di 20 resti architettonici appartenenti alla struttura. L’archeologo, Yunus Çiftçi, ha dichiarato che «non si fa menzione di tale struttura “fognaria” nelle fonti che ci parlano del periodo neolitico. È costruito su una base inclinata, forse per impedire all’acqua di entrare negli edifici. Tale pendenza crediamo che potesse consentire all’acqua piovana o alle acque reflue di fluire verso Est fino al Tigri». Le indagini per stabilirne l’uso sono ancora in corso.