UN BOZZOLO E UNA FARFALLA NELLO SPAZIO


3 min letti

a cura della redazione, 17 Giugno

Misteriosa esplosione nella nostra galassia alla quale gli scienziati non sono riusciti ancora a dare una spiegazione. Le ultime spettacolari immagini del telescopio spaziale Hubble, ritraggono due giovani nebulose planetarie, due incubatrice di stelle tra le più ricche di gas e polveri della Via Lattea...

ACQUISTA ORAIl telescopio spaziale Hubble della NASA è riuscito a catturare con estrema precisione uno spettacolo del cosmo mai visto prima con questa intensità. Si tratta di due giovani nebulose planetarie, ovvero due incubatrici di stelle, costituiti da un involucro incandescente di gas ionizzato in espansione. Queste planetarie sono tra le più ricche di gas e polveri della Via Lattea. Uno spettacolo davvero incredibile perché una sembra una farfalla cosmica, con lunghissime ali colorate e sinuose che si raccolgono al centro in un corpo altrettanto colorato, e l'altra un bozzolo. Al loro interno si nasconde una coppia di stelle. 

FOTO: ©NASA, ESA e J. Kastner (RIT)

La loro forma è davvero incredibile. La prima si espande in una spettacolare farfalla dalle luminose ali azzurre. Si trova a 3.800 anni luce dal Sole, nella costellazione dello Scorpione: le ali della farfalla sono formate da gas e polveri espulsi dalle stelle al centro della nebulosa nel corso di 2.200 anni. Le ali si estendono per più di due anni luce, all’incirca la metà della distanza tra il Sole e la sua stella più vicina, Proxima Centauri. 

FOTO: ©NASA, ESA e J. Kastner (RIT)

La seconda nebulosa, a forma di bozzolo, lontano circa 3.000 anni luce, si trova nella costellazione del Cigno, e nasconde come uno scrigno una coppia di stelle. Secondo gli astronomi, la particolare forma delle due nebulose è dovuta alla presenza al loro interno di coppie di stelle si muovono in una danza cosmica l’una attorno all’altra.
Grazie allo storico telescopio spaziale gestito dalla NASA e dall'Agenzia Spaziale Europea (ESA), gli astronomi possono ricostruire con un dettaglio senza precedenti l’evoluzione della nube di gas e polveri che circondano queste nebulose, descritte nello studio pubblicato sulla rivista Galaxies dagli astronomi dell’Istituto di tecnologia Rochester, coordinati da Joel Kastner.

©International Gemini Observatory, NOIRLab, NSF, AURA e Tom Esposito, UC Berkeley

E a proposito di “incubatrici di pianeti”, in questi giorni gli astronomi hanno anche pubblicato quella che è considerata la più grande collezione di fotografie nitide e dettagliate di dischi di detriti che circondano le giovani stelle. Le immagini mostrano un'ampia varietà di forme e dimensioni dei diversi sistemi solari nella loro fase iniziale di formazione. Ciò che ha sorpreso gli esperti è che quasi tutti i giovani sistemi stellari formano pianeti nelle loro fasi iniziali. Le immagini sono state ottenute in un periodo di quattro anni grazie al Gemini Planet Imager (GPI), montato sul telescopio Gemini Sur da 8 metri in Cile. 

©International Gemini Observatory, NOIRLab, NSF, AURA e Tom Esposito, UC Berkeley

Sette dei 26 pianeti registrati erano sconosciuti. Inoltre le immagini precedenti degli altri 19 non erano nitide come quelle del GPI e spesso mancavano della risoluzione per rilevare un foro interno. Il sondaggio raddoppia il numero di dischi di detriti fotografati ad alta risoluzione. Tutti i dettagli delle osservazioni sono stati pubblicati sull'Astronomical Journal. Diversi telescopi da 20, 30 e 40 metri, come il Giant Magellan Telescope e l'Extremely Large Telescope, entreranno in linea nei prossimi due decenni, mentre il James Webb Space Telescope in orbita verrà lanciato nel 2021.

RIPRODUZIONE RISERVATA ©XPublishing2020

🌐www.xpublishing.it⠀📧 info@xpublishing.it⠀⁠☎️ 0774 403346