UN SEGNO CELESTE NEL GIAPPONE ANTICO


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A cura della redazione, 2 Aprile

Quasi un millennio e mezzo fa una luce rossa attraversava il cielo notturno del Giappone. I testimoni l’hanno paragonato alla coda di un fagiano. Dall’evento, gli scienziati hanno studiato i resoconti scritti nel 620 d.C. e speculato su ciò che il fenomeno cosmico avrebbe potuto essere effettivamente…

ACQUISTA ORALa più antica testimonianza di un fenomeno astronomico in Giappone fu registrata nel Nihon-shoki il 30 dicembre del 620. Secondo documenti storici nel cielo apparve un “segno rosso” a forma di “coda di fagiano”. Gli scienziati si sono chiesti se lo spettacolo potesse essere stato causato da un’aurora o da una cometa. Ryuho Kataoka, ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Polari del National Institute of Polar Research, e i suoi colleghi della Graduate University for Advanced Studies hanno deciso d’indagare su cosa avrebbe potuto causare il fenomeno scarlatto. Lo studio è stato pubblicato sulla Sokendai Review of Culture and Social Studies.

Kataoka R., Kazama S. 2019 -  dipinto ad acquerello dell'aurora boreale visto sopra il Giappone l'11 febbraio 1958In base a quanto riportato dall’agenzia di stampa scientifica EurekAlert, gli scienziati hanno confrontato la descrizione storica con la moderna comprensione delle aurore. «Sebbene queste danze celesti siano spesso verdi, possono apparire in altri colori, incluso il rosso, a seconda di quali elementi nell’atmosfera terrestre vengono attivati da particelle cariche emesse dal Sole», afferma Kataoka. Gli scienziati hanno anche analizzato la possibilità che possa essere stata una cometa a causare il fenomeno, anche se tali spettacoli di solito non si tingono di rosso, relegandola a un basso margine di probalità. 

Secondo Kataoka, «il problema con l’ipotesi dell’aurora, invece, è che non somigliano a un ventaglio, come la coda del fagiano, ma sono solitamente a nastro». Per questo il team ha cercato osservazioni più recenti sulle aurore che erano visibili sul Giappone a forma di ventaglio con uno sfondo rosso e ha mappato quale sarebbe stato il cambiamento del campo magnetico terrestre in quel momento. Prendendo in considerazione la latitudine magnetica del Giappone in quel periodo, gli scienziati hanno confutato che nel 620 era di 33 gradi rispetto ai 25 gradi di oggi, per cui sarebbe stato possibile vedere una “coda di fagiano” lunga circa 10 gradi nell’area colpita da una forte tempesta magnetica. I ricercatori hanno in programma di continuare a esaminare riferimenti letterari per la moderna rilevanza scientifica. 

Kataoka è infatti convinto che «la scienza moderna può trarre beneficio dalle testimonianze antiche». I fagiani sono culturalmente significativi in Giappone e lo sono da generazioni. Compaiono in molti dei loro miti e racconti popolari, considerati messaggeri dal cielo. Secondo Kataoka, è significativo che i documenti storici usassero la forma della coda di un fagiano per descrivere il fenomeno “celeste” delle aurore a forma di ventaglio. Lo studio mette dunque in primo piano la forte corrispondenza tra i fenomeni naturali e la rappresentazione simbolica non solo della tradizione nipponica.

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