UNA TEMPESTA RIVELA UN REGNO SOMMERSO NEL GALLES


Daily Mail, 25 Maggio

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Una spaventosa tempesta ha colpito il Galles il 26 aprile scorso. Hannah, questo il nome che le è stato dato, ha investito il paese in piena notte, con venti superiori ai 130 chilometri l’ora, per poi spostarsi in Irlanda dove ha lasciato oltre diecimila abitazioni senza energia elettrica. Il suo terribile vento ha letteralmente spazzato via la sabbia dalle spiagge lungo la costa gallese, portando in superficie una foresta sepolta sotto l’acqua e la sabbia più di 4500 anni fa. Alberi dell’età del bronzo, quasi coevi di Stonehenge.

L’incredibile scoperta, effettuata da un fotografo amatoriale, Wayne Lewis, mentre camminava sulla spiaggia, conferma che una volta esisteva una foresta di ontani, querce e betulle sulle rive del Cardigan Bay, nel Galles centrale. Si estendeva per quasi cinque chilometri tra i villaggi di Ynys-las e Borth. Fu lentamente sepolta sotto strati di sabbia e acqua salata nei secoli. Gli alberi pietrificati sono rimasti incassati sotto le acque, preservati dagli strati di torba. Alcune tracce della sua esistenza, ceppi di alberi alti quasi mezzo metro, erano già emerse nel 2014 e per molto tempo gli archeologi hanno cercato di recuperarla, invano. In una notte Hannah, però, è riuscita a spazzare via la coltre di sabbia che la nascondeva, mostrandoci un panorama spettrale. Un passo avanti negli studi archeologici per certificare l’esistenza del regno perduto di Cantre'r Gwaelod? Un mito che potrebbe essere un lontano ricordo del graduale innalzamento del livello del mare alla fine dell’ultima glaciazione. La sua struttura, infatti, è comparabile col mito del Diluvio Universale, ricorrente in quasi tutte le antiche culture.

La gente del posto racconta la storia di un reame sommerso, conosciuto come il Sunken Hundred o il Lowland Hundred, in gallese Cantre'r Gwaelod, che le leggende locali tramandano da secoli. Anche se non esistono vere e proprie prove archeologiche che attestino l’esistenza di questo luogo leggendario, in passato sono stati condotti diversi scavi nell’area e sono stati trovati anche alcuni oggetti d’importanza storica: strumenti, utensili e impronte fossilizzate, che testimonino l’esistenza di insediamenti umani arcaici. Segni di una vita scomparsa, che ricorda i racconti della mitologia nordica e che si ricollegano alle segnalazioni fatte nel 1770 da William Owen Pughe, uno studioso antiquario gallese che riferì di aver intravisto sotto l’acqua intere abitazioni circa sei chilometri e mezzo a largo della costa di Ceredigon, tra i fiumi Ystwyth e Teifi. 

Il Galles è una terra di antichi miti e leggende, molti dei quali tramandati dalla mitologia orale pre-cristiana della Gran Bretagna. Il Libro nero di Carmarthen (Llyfr Du Caerfyrddin), scritto prima del 1250, è il più antico manoscritto in gallese sopravvissuto, che riporta l’antica tradizione bretone e celtica. esso contiene il primo riferimento letterario, a noi noto, della leggenda di Cantre'r Gwaelod. Ci sono diverse versioni del mito, che risalgono al Medioevo, tutte però raccontano la stessa storia. Cantre'r Gwaelod era una zona molto estesa e allungata, che copriva circa 35 chilometri, sede di un potente e prospero reame, costellato di fattorie, chiese e roccaforti. Un leggendario regno sprofondato nel mare, che si dice occupasse un tratto della fertile terra tra Ramsey Island e Bardsey Island, nella Baia di Cardigan, nell’ovest del Galles. La capitale era Caer Wyddno, sede del sovrano Gwyddno Garanhir. Il paese era cinto da mura e difeso dal mare dalla diga Sarn Badrig, l’Argine di San Patrizio. Due principi del regno erano incaricati di sorvegliarla. Uno di loro, chiamato Seithenyn, in una delle tante versioni è descritto come un noto ubriacone e mangione. Per colpa della sua negligenza il mare superò le chiuse e invase la terra. Si dice che le campane della chiesa di Cantre'r Gwaelod suonino ancora in caso di pericolo!