UNO STRANO GEL FLUORESCENTE SULLA SUPERFICIE LUNARE


Indipendent, 2 Settembre

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La Luna è priva di atmosfera e su di essa non esiste, apparentemente, alcun tipo di forma biologia, non ci sono fluidi che scorrono sulla sua superficie e non esiste vulcanismo attivo di alcun tipo. Come è possibile allora che le immagini rilasciate dal Lunar Exploration Project (LPR) e dalla China National Space Administration (CNSA), coinvolte nella missione di ricognizione lunare del lander Chang'e-4 e del rover Yutu-2, mostrino l’insolita presenza di una sostanza simile a "gel luminescente che fluttua sulla sua crosta"? 

Situato all'interno del bacino del Polo Sud-Aitken, largo 2.500 km, il rover è atterrato sulla Luna il 3 gennaio scorso. Il “gel anomalo” sarebbe stato notato per la prima ad Aprile 2019, poco prima di una delle regolari fasi di sospensione delle attività di ricognizione. Il rover, infatti, è alimentato a energia solare e ogni 14 giorni viene spento per evitare un sovraccarico da radiazioni.

Gli analisti hanno riferito che l'esperimento LPR ha restituito "dati radar molto interessanti per l'analisi del sottosuolo lunare". La scoperta più insolita della missione spaziale cinese, che continua a sconcertare gli scienziati, resta quella effettuata da Yutu-2, nella sua ultima ricognizione, quando sarebbe "inciampato su una sostanza gelatinosa insolitamente colorata e luminosa", durante l’ottavo giorno lunare. La scoperta ha spinto gli scienziati a rinviare le successive perlustrazioni, focalizzando l’attenzione sul “liquido” identificato, nel tentativo di capire di cosa si tratti effettivamente.

Equipaggiato con una telecamera panoramica, il rover lunare cinese, che in questi mesi ha percoso circa 200 metri, ha trasmesso sulla Terra immagini compresse, scattate, mentre si dirigeva a Ovest del sito di atterraggio, nel cratere Von Kármán. Sebbene non siano ancora emersi risultati scientifici reali, gli scienziati coinvolti nel progetto hanno dichiarato che il sito di atterraggio mostra “potenziali prove di materiale MAFIC (aggettivo coniato per indicare un portmanteau di magnesio e fibra, un minerale di silicato o di roccia ignea ricca di magnesio e ferro), che potrebbe rivelare la mineralogia del mantello lunare".

L'agenzia spaziale cinese ha spiegato che, già a luglio, dalle fotografie panoramiche era stato possibile individuare “un gel con una lucentezza misteriosa al centro del cratere”. Non poteva essere identificato da lontano, ma qualunque cosa fosse, si distingueva chiaramente da ciò che lo circondava. Un articolo che appare su Smithsonian.com suggerisce un'altra idea non ancora dimostrata: “In assenza di dettagli, il punto brillante potrebbe essere una forma di vetro fuso lucido creato dall’impatto con un meteorite". Al di là delle possibili speculazioni solo il tempo ci dirà se il lato oscuro della Luna nasconde misteriosi segreti…