VITA ORGANICA ALIENA IN SUD AFRICA


New Scientist, 24 maggio

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Molecole organiche, che provengono dallo Spazio, sono state rinvenute in alcuni frammenti di meteoriti scovati grazie a sofisticate tecniche di spettroscopia all'interno di un deposito vulcanico sudafricano, analizzando campioni di roccia di 3 miliardi di anni fa, del diametro di appena un paio di millimetri.  “Si tratta di una delle prime prove della presenza di carbonio extraterrestre nelle rocce del nostro Pianeta”, ha sottolineato Frances Westall, coordinatrice del gruppo di studi del Centro Nazionale della Ricerca Scientifica francese (CNRS), che ha pubblicato un recente rapporto al riguardo sulla rivista “Geochimica et Cosmochimica Acta”. 

"Ormai sappiamo che le molecole organiche, dal metano agli aminoacidi, esistono nello Spazio e che alcune di esse possono essere  state portate sul nostro pianeta attraverso asteroidi contenenti carbonio - sottolinea Westall - questa però è la prima volta che troviamo tracce di carbonio cosmico sulla Terra!”. La zona interessata dalla ricerca è ubicata sui monti Makhonjwa, conosciuta anche come Greenstone Belt Barberton. Si trova nella parte orientale del Sud Africa e contiene un deposito, di spessore tra i 7 e i 20 metri di roccia vulcanica, che risale precisamente a 3,3 miliardi di anni fa, il Josefdal Chert. Gli scienziati hanno fatto questa sensazionale scoperta, misurando il modo in cui gli elettroni dei campioni prelevati hanno risposto a un campo magnetico variabile. I ricercatori ne hanno prelevati un paio, di piccole dimensioni, raccolti sul campo per le misurazioni, li hanno taglianti in una decina di pezzi e analizzati con microscopi elettronici, sottoponendoli alla risonanza di un acceleratore di particelle, letteralmente “sparando” un'onda paramagnetica elettronica (EPR). In sostanza, hanno misurato il modo in cui gli elettroni dei campioni prelevati hanno risposto al campo magnetico che cambiava lentamente.

Nello studio si legge: “La risonanza EPR dei sedimenti documenta la presenza di due tipi di materia organica insolubile, simile a quella rinvenuta in alcuni fossili batterici dell’Archeano ( secondo eone della suddivisione del tempo geologico del Precambriano) cui è attribuita l'origine di formazione di letti sedimentari criptocristallini di silice, rocce sedimentarie di presunta origine biogenica. Un’anomalia localizzata in un orizzonte sedimentario spesso 2 millimetri. L'analisi dettagliata da EPR a onda continua suggerisce che si tratta di sostanza organica di origine extraterrestre. Questa conclusione è sostenuta dalla presenza in tale strato sottile di sedimento di un segnale EPR anomalo, attribuibile a nanoparticelle di Ni-Cr-Al, che sono note per essersi formate durante l'immissione nell’atmosfera di oggetti cosmici. Da questa analisi EPR, si deduce che lo strato sedimentario proviene da deposizione di minuscole particelle di polvere dovute a un flusso di micro meteoriti caduti attraverso l'atmosfera da un ambiente povero di ossigeno”.

La vita sulla Terra è dunque piovuta dallo Spazio? Anche se i dettagli della formazione di tali sedimenti non sono ancora chiari, gli scienziati ritengono che i frammenti di meteoriti siano rimasti intrappolati nelle ceneri vulcaniche presenti nell'atmosfera. Secondo Westall, “è difficile che queste impronte di materia organica siano il risultato di un singolo bombardamento cosmico. Questo rinvenimento - sottolinea - rafforza, piuttosto, l’ipotesi che i “mattoni” della vita siano piovuti sulla Terra letteralmente dallo Spazio, portati da meteoriti”. La teoria dell’origine cosmica della Vita, la cosiddetta “Panspermia”, trova dunque supporto in tale incredibile riscontro di materia organica fossilizzata di origine extraterrestre, rinvenuta tra le rocce sedimentarie di una delle montagne più antiche della Terra. Per il momento, però, la sua origine resta un mistero.

Sebbene le sostanze carboniose siano facili da individuare nelle rocce sedimentarie molto antiche,  la loro origine è molto più difficile da determinare. In realtà se ne dovrebbe trovare traccia anche altrove, visto che la Terra è stata bombardata dai meteoriti, a suo tempo. “Sono anni che i ricercatori cercano simili sedimenti extraterrestri, considerandoli i possibili precursori biologici della vita sul nostro pianeta, tra i 3,5 e 3,8 miliardi di anni fa”, sottolinea Didier Gourier dell'Institut de Recherche de Chimie di Parigi. “Tuttavia fino ad oggi questa era solo un’ipotesi. Finora non avevamo alcuna prova diretta che testimoniasse elementi organici provenienti dallo Spazio, probabilmente perché la materia organica sepolta nei sedimenti solidificatisi ha subito importanti modifiche a causa della temperatura, della pressione e del tempo”, aggiunge Gourier. Sarebbe interessante poter comparare questa prima prova, con residui simili prelevati da frammenti di asteroidi campionati su un pianeta come Marte, dove, usando un radar che penetra nel terreno, gli scienziati hanno recentemente scoperto un enorme serbatoio di acqua ghiacciata avvolto da strati di sabbia sotto la calotta polare nordica. "Un serbatoio che contiene così tanto ghiaccio, che se fuso e portato in superficie sommergerebbe l'intero pianeta”, hanno dichiarato gli scienziati...