ANTICA CRIPTA SASSONE PROBABILE DIMORA DI UN RE EREMITA


15 Jul
15Jul

Una dimora e un oratorio anglosassone quasi completi, che si ritiene risalgano all'inizio del IX secolo, sono stati scoperti nel Derbyshire. Secondo gli archeologi la grotta fu il rifugio di un re, coevo di Carlo Magno, che fu canonizzato...


a cura della redazione, 15 Luglio

Gli archeologi del nuovo Cultural Heritage Institute della Royal Agricultural University (RAU), in collaborazione con i colleghi della Wessex Archaeology, hanno intrapreso un’indagine dettagliata delle Anchor Church Caves, una serie di grotte in affioramento di arenaria tra Foremark e Ingleby nel South Derbyshire, in Inghilterra. A lungo sono state considerate “follie” del XVIII secolo, ma il nuovo studio, pubblicato negli Atti della Società Speleologica dell’Università di Bristol, le retrodata di almeno nove secoli. Il progetto di scavi ha identificato, finora, più di 20 siti nelle Midlands occidentali che potrebbero risalire al V secolo. 

Nella foto l’esterno della grotta che mostra quella che probabilmente è una porta e una finestra sassone ©Edmund Simons

Utilizzando misurazioni dettagliate e rilevamenti con il drone è stato possibile ricostruire la pianta originale di tre stanze e l’oratorio, o cappella, con tre absidi rivolto a est. Le strette porte e finestre delle stanze delle abitazioni ricordano molto l’architettura sassone, mentre un pilastro scavato nella roccia è simile a quelli trovati nella cripta sassone nella vicina Repton che si crede sia stata completata da Wiglaf che regnò come re di Mercia (un regno nelle Midlands inglesi dal VI al X secolo) dall’827 fino alla sua morte nell’839. 

Nella foto la cripta sassone di Repton ©Mark Horton 

Queste abitazioni rupestri sono state spesso trascurate dagli storici, ma potrebbero essere l’unico edificio intatto sopravvissuto al periodo sassone. «I nostri risultati dimostrano che questo strano piccolo edificio scavato nella roccia nel Derbyshire è più probabile che risalga almeno al IX secolo piuttosto che al XVIII secolo, come tutti avevano inizialmente pensato. Questo lo rende probabilmente il più antico interno intatto del Regno Unito, con porte, pavimento, tetto, finestre… Inoltre, potrebbe essere stato abitato da un re che è diventato santo!», ha dichiarato Edmund Simons, ricercatore principale del progetto e ricercatore presso la RAU, sul The GuardianLe grotte, come le Anchor Church Caves, infatti, sono spesso associate ad anonimi eremiti medievali o anacoreti (da cui deriverebbe appunto il loro nome) ma, in questo caso, esiste un’associazione leggendaria con Saint Hardulph, confermata da un frammento di un libro stampato del XVI secolo, che afferma avesse una cella in una rupe. Gli studi contemporanei identificano Hardulph, il quale fece visita sia papa Leone III a Roma sia alla corte di Carlo Magno a Nijmengen e trascorse gli ultimi anni della sua vita in esilio in Mercia, con Eardwulf, deposto come re di Northumbria nell’806. Morì intorno all’830 e fu sepolto a Breedon sulle colline del Leicestershire, a soli otto chilometri dalle grotte di Anchor Church. Si ritiene che alcune delle sculture sopravvissute nella chiesa del villaggio di Santa Maria e San Hardulph, fondata come monastero nel VII secolo, provenissero dal suo santuario. 

Nella foto l’interno mostra le prime porte e pilastri sopravvissuti a muri parzialmente sfondati nel XVIII secolo quando l'’antico eremo divenne un luogo di feste aristocratiche ©Edmund Simons 

«Le somiglianze architettoniche con gli edifici sassoni e l’associazione documentata con Hardulph/Eardwulf, suggeriscono che queste grotte, probabilmente preesistenti, sono state ampliate per ospitare il re esiliato. Non era insolito per i reali deposti o in pensione intraprendere la vita religiosa durante questo periodo, ottenendo la santità e in alcuni casi la canonizzazione. Vivere in una grotta da eremita sarebbe stato un modo per ottenere questo risultato», ha aggiunto Edmund sul The Washington Post. Gli archeologi ritengono che le stesse grotte potrebbero essere state modificate nel XVIII secolo. Alcuni atti registrano che Sir Robert Burdett (1716-1797) le aveva allestite in modo che lui e i suoi amici potessero cenare all’interno delle celle, fresche e romantiche. Questi cambiamenti includono l’aggiunta di mattoni e cornici alle finestre e l’apertura di alcune “porte" nel muro in modo che le donne, ben vestite, potessero passare più agevolmente. Sono in corso ulteriori analisi per il riscontro scientifico della datazione archeologica a conferma delle prove storiche e architettoniche evidenziate sino ad ora.


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