IMPATTO ASTEROIDE, GIGANTESCHE INCRESPATURE SUL FONDO DELL’OCEANO


14 Jul
14Jul

Dati sismici acquisiti in Louisiana, offrono nuove informazioni sull’evento catastrofico che colpì il nostro pianeta milioni di ani fa, generanndo uno stravolgimento oceanico di proporzioni epiche, che uccise tutti i dinosauri terrestri….


 a cura della redazione, 14 Luglio

Il megatsunami prodotto dall’impatto di Chicxulub, l’asteroide che ha ucciso i dinosauri terrestri, colpendo la penisola dello Yucatan circa 66 milioni di anni fa, ha lasciato un segno indelebile sul fondo del mare. Una nuova ricerca pubblicata sul numero di settembre della Earth and Planetary Science Letters, e guidata dal geofisico Gary Kinsland dell’Università della Louisiana, a Lafayette, suggerisce che l’onda abbia causato la formazione di “megacicatrici” lungo il fondo oceanico. Queste megaincrespature sono ora sepolte in profondità nel sottosuolo, ma la loro esistenza è un’ulteriore conferma del potere scatenato dall’asteroide in quel fatidico giorno del tardo Cretaceo.

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Che l’asteroide, di 10 chilometri di larghezza, sia stato in grado di scolpire il fondo del mare a un tale livello non è certo una sorpresa. L’energia cinetica generata dall’impatto è stata di circa 100 milioni di megatoni, pari alla potenza di 10 miliardi di bombe come quella sganciata su Hiroshima che esplodono contemporaneamente. La collisione ha innescato un impatto che ha spazzato via tutti i dinosauri non aviari e oltre il 75% di tutte le specie sulla Terra. Una simulazione del 2018 ha rilevato che lo tsunami raggiunse un’altezza massima di quasi 1.500 metri. L’impatto di Chicxulub si è verificato nelle acque poco profonde della penisola dello Yucatan in quello che oggi è il Messico, provocando un megatsunami su scala globale (il Nord e il Sud America non erano ancora collegati). Per quanto le prove empiriche siano ancora carenti, una ricerca presentata nel 2019 suggerisce che i detriti, e persino i pesci, dal luogo dell’impatto sono stati spazzati via a migliaia di chilometri di distanza in quello che oggi è il Nord Dakota sudoccidentale. 

Tracciando una linea dalla cresta di queste increspature si arriva direttamente al cratere Chicxulub a circa 1.000 miglia dall’area che i ricercatori hanno esaminato ©Kaare Egedahl

Di conseguenza, il nuovo articolo che descrive le megaincrescapture approfondisce la nostra comprensione di questo evento catastrofico e dimostra quali cataclismi abbiano devastato la Terra, generati dall’impatto dell’asteroide. I dati sismici utilizzati nello studio sono stati forniti dalla Devon Energy, una compagnia energetica con sede in Oklahoma, che stava svolgendo indagini alla ricerca di tracce di petrolio e gas nella Louisiana centrale. Le immagini sismiche sono state acquisite inviando onde d’urto nel terreno e le riflessioni risultanti forniscono una nitida fotografia dei sedimenti e di altre caratteristiche in profondità sotto la superficie. Questa parte della Louisiana fu sommersa durante il tardo Cretaceo a causa dei livelli del mare più alti in quel momento, e i dati forniti dalla Devon Energy hanno mostrato per la prima volta le antichissime megaincrspature sepolte dal mare. 

Immagini sismiche che mostrano le megaripple a profondità che raggiungono quasi i 2.000 metri ©Kaare Egedahl 

Sono separate da distanze in media di quasi 600 metri l’una dall’altra e hanno un'altezza media di 16 metri, il che le rende le più grandi increspature documentate sulla Terra. Kinsland e i suoi colleghi affermano che il loro orientamento è coerente con l’origine nel luogo dell’impatto dell’asteroide. «Secondo i ricercatori, dal momento che non vediamo prove nelle immagini di modificazione da erosione marina o terrestre, concludiamo che le megaincrespature si sono formate sotto la base delle onde dello tsunami sulla piattaforma (Yucatan) e sono state sepolte e preservate dal Paleogene Midway Shale Group».


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