INDIA, ENIGMATICI GLIFI GIGANTI NEL DESERTO


23 May
23May

Nascosti nelle vaste e aride distese del Thar, misteriosi disegni geometrici incisi sulla terra sono stati catalogati come le più grandi figure astratte disposte organicamente scoperte finora. Un progetto sequenziale talmente vasto da essere riconoscibile solo dall’alto, forse legati al Sacro e al Cosmo...


a cura della redazione, 23 Maggio

Un’enorme spirale solcata nel terreno, in India, copre quasi 100.000 metri quadrati, facendo sembrare piccoli altri geoglifi, come quelli nel deserto di Nazca, in Perù. Sembra far parte di un progetto più ampio, di origini e data sconosciute, scoperti da una coppia di ricercatori francesi, padre e figlio, che nel 2016 hanno sorvolato con un drone il deserto del Thar. Le forme delle geometrie astratte che hanno individuato sono davvero particolari e possono essere apprezzate solo dall’alto. «Questi geoglifi, i più grandi scoperti in tutto il mondo e per la prima volta nel subcontinente indiano, sono unici anche per quanto riguarda i loro segni enigmatici», spiegano Carlo e Yohann Oetheimer in un nuovo articolo pubblicato su Archaeological Research in Asia, che descrive nel dettaglio il ritrovamento. I nuovi geoglifi sono stati individuati utilizzando Google Earth, durante un rilevamento virtuale della regione del Grande Deserto Indiano, che comprende circa 200.000 chilometri quadrati di territorio tra India e Pakistan. In mezzo a questo vasto e arido paesaggio, gli Oetheimer hanno identificato diversi siti, intorno alla “Città d'oro” di Jaisalmer, contrassegnati da linee geometriche che ricordano i geoglifi. Un’ispezione più attenta, durante uno studio sul campo, utilizzando un veicolo aereo senza equipaggio (UAV), ha rivelato un gruppo di formazioni di linee enigmatiche apparentemente estranee ai filari delle piantagioni di alberi presenti sul posto.

Vista aerea della spirale gigante, inclusa la figura di un serpente nell’angolo in basso a destra - ©Carlo & Yohann Oetheimer, Archaeological Research in Asia 2021

In particolare, spiccavano due figure geometriche, di carattere eccezionale, vicino al villaggio di Boha: una spirale gigante e un disegno a forma di serpente, collegati ciascuno da un grappolo di solchi sinuosi. Le linee che compongono queste figure sono strisce incise sul terreno, profonde fino a dieci centimetri e larghe dai venti ai cinquanta. Sebbene tali dimensioni possano essere insignificanti, ciò che riescono a creare nel loro insieme è incredibile. Il più grande geoglifo identificato, una spirale asimmetrica gigante chiamata Boha 1, è costituito da un’unica linea ad anello che corre per 12 chilometri su un’area di 724 metri di lunghezza per 201 metri di larghezza. 

Sezione della spirale gigante, vista a livello del suolo - ©Carlo & Yohann Oetheimer, Archaeological Research in Asia 2021 

A sud-ovest di questa enorme forma a vortice si trova un geoglifo serpentino, denominato Boha 2, composto da una linea lunga 11 chilometri, che racchiude una figura simile a un serpente, una spirale più piccola e una lunga sequenza di linee in stile bustrofedio,che procedendo avanti e indietro a nastro senza una direzione fissa, come delle onde. Tra gli altri piccoli geoglifi una serie di linee tortuose, chiamata Boha 3, che in totale comprende circa 48 chilometri, almeno quelli visibili oggi, ma i ricercatori stimano che un tempo si estendessero per circa 80 chilometri. «La spirale gigante e la figura a serpentina sono sicuramente i principali punti di interesse, strettamente collegati a Boha 3, suggerendo che tutti gli altri geoglifi sono stati creati come “scenografia"», si legge nello studioIn virtù della loro contiguità spaziale, i diversi pattern (Boha 1, 2 e 3) possono essere percepiti come un progetto sequenziale. Cosa rappresenti questo progetto, chi lo abbia creato e quando non è ancora del tutto chiaro, anche se non se ne esclude un legame con le pietre commemorative indù di epoca contemporanea trovate nella zona. 

Lapidi Indu, situate in prossimità dei geoglifi  - ©Carlo & Yohann Oetheimer, Archaeological Research in Asia 2021 

Senza sapere definitivamente di più sull’identità dei loro creatori, è difficile ipotizzare la funzione e il significato di questi geoglifi giganti, ma i ricercatori hanno comunque alcune idee. Dato che la regione è piatta e i creatori di queste strutture non sarebbero stati in grado di godere delle loro creazioni, se non da 300 metri di altezza, gli autori affermano che è improbabile che questi progetti fossero intesi come una forma di espressione artistica contemplabile dal suolo. Potrebbe, invece, rappresentare un tipo sconosciuto di pratica cultuale. Considerandone i possibili significati religiosi, astronomici e cosmologici, i ricercatori pensano che possano rappresentare la commemorazione di un evento celeste eccezionale osservato localmente. Al di là della loro relazione semantica, ancora in fase di studio, gli strani motivi individuati in India hanno dimensioni senza rivali tali, che il loro design e la stessa realizzazione avrebbe comportato conoscenze matematiche e di planimetria molto elevate. «Siamo convinti che questi geoglifi siano strettamente collegati al loro contesto geografico e culturale e che possano contenere un messaggio universale legato al Sacro e al Cosmo», aggiungono. Toccherà alla ricerca futura seguire queste affascinanti piste. Gli Oetheimer si augurano che la pubblicazione del loro studio influenzi le autorità indiane a proteggere il patrimonio di queste misteriose linee, prima che l’attività umana le disturbi ulteriormente e le nasconda.


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