MISTERIOSO SACRIFICIO DELL'ETÀ DEL FERRO


23 Jul
23Jul

Nella foto di copertina il corpo conservato dell'Uomo di Tollund in mostra al Museo di Silkeborg a Silkeborg, in Danimarca 

Lo studio sull'intestino di un corpo mummificato di 2.400 anni fa, proveniente da una palude in Danimarca, confermerebbe le più recenti ipotesi avanzate dai ricercatori di un atto rituale… 


a cura della redazione, 23 Luglio

Quando l’Uomo di Tollund fu scoperto, in una palude in Danimarca 71 anni fa, era così ben conservato che i suoi scopritori pensarono fosse la vittima di un omicidio avvenuto da poco. In realtà gli archeologi scoprirono che si trattava di un copo natralmente mummificato di un uomo vissuto 2.400 anni fa. A distanza di anni Nina Nielsen, del Silkeborg Museum, e i suoi colleghi hanno esaminato il contenuto intestinale del suo ultimo pasto. Ricerche precedenti avevano dimostrato che l’uomo era stato ucciso per impiccagione e deposto con un cappio di pelle animale intorno al suo collo. Eppure il suo corpo era adagiato su un lato con gli occhi chiusi e un debole sorriso, come se dormisse. L’attenta disposizione e la sua ultima espressione suggerirono che potesse essere stato ucciso come sacrificio umano, piuttosto che giustiziato come criminale.

Nella foto primo piano del volto dell'uomo di Tollund - ©N.H. Nielsen

Un’ipotsi ora rafforzata dallo studio sul contenuto del suo apparato digerente, pubblicato sulla rivista Antiquity e messo in rete su Cambridge Core, che ha scattato la “fotografia” di quello che l'uomo mangiò prima di morire: pesce, porridge di orzo, lino e pallida persicaria, una pianta che cresce spontaneamente tra le colture di orzo e che soliamente veniva rimossa dal raccolto dell’orzo dagli agricoltori dell’età del ferro durante il processo di trebbiatura. I semi della persicaria sarebbero, secondo gli scienziati, l’indizio che l’uomo fu nutrito con tali “scarti" come parte di un rituale prima di un sacrificio. «La nostra interpretazione è che sia stato sacrificato ritualmente -  spiega Nielsen - a quel tempo nell’età del ferro, era comune usare le zone umide per le attività rituali». Un’analisi precedente aveva rivelato che, sebbene l’Uomo di Tollund sia probabilmente morto per soffocamento, il suo collo non era rotto.«Forse un certo numero di rituali ha avuto luogo prima che fosse impiccato, incluso il consumo del suo ultimo pasto» sottolinea la ricercatrice. Inoltre la corda era formata da due sottili strisce di cuoio, ognuna delle quali era forata da tagli a intervalli regolari. Non è stata intrecciata come potrebbe sembrare.

L’Uomo di Tollund è stato esaminato come se fosse vittima di un omicidio. L'esame ha avuto luogo presso l'ospedale Bispebjerg di Copenhagen, in Danimarca, poco dopo che era stato scoperto e scavato. La relazione del medico legale afferma che «la corda, a giudicare dal modo in cui è stata posta intorno al collo del corpo, molto probabilmente non è stata utilizzata per lo strangolamento... e le vertebre cervicali non sono state danneggiate». I raggi X, infatti, avevano rivelato che le vertebre cervicali non erano rotte. Esami successivi ne hanno però confermato il soffocamento - ©Silkeborg Museum

Nielsen e i membri del suo team hanno anche rilevato frammenti di crosta che probabilmente si sarebbero formati se il porridge fosse stato cotto troppo in una pentola di terracotta. Nell’intestino sono stati inoltre rivelati diversi parassiti, tra cui la tenia probabilmente acquisita attraverso una dieta a base di carne poco cotta e acqua contaminata. 

Nella foto l’intestino dell'uomo di Tollund e accanto il suo contenuto - ©N.H. Nielsen

L’Uomo di Tollund è uno delle dozzine di corpi paludosi dell’età del ferro, tra i 2.500 e 1.500 anni fa, che sono stati trovati in tutto il Nord Europa. Sono stati mummificati nelle paludi dai bassi livelli di ossigeno, dalle basse temperature e dall’acqua resa acida dagli strati di vegetazione in decomposizione, o torba, che si trovano lì. Alcuni sembrano essere stati vittime di incidenti, forse persone annegate dopo essere cadute in acqua. Ma la maggior parte è stata uccisa e messa nelle paludi deliberatamente, con i loro corpi accuratamente sistemati. Gli archeologi pensano che siano stati selezionati come sacrifici umani, forse per evitare un disastro imminente come una carestia.


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