REGISTRATO SALTO IMPROVVISO DEL DNA ANCESTRALE DEI PALEO-SIBERIANI


28 May
28May

Nuove prove scientifiche dipingono un quadro complesso dei flussi delle popolazioni umane nel nord-est asiatico, riscontrando la misteriosa comparsa, 19.000 anni fa, dello stesso ceppo che si attesta come lontano parente di alcuni nativi americani...


a cura della redazione, 28 Maggio

Cosa è successo ai gruppi che popolavano l’Asia orientale 40.000 anni fa? Dopo aver attraversato il vasto altopiano della Cina settentrionale, vissero lì per migliaia di anni, ma qualche tempo prima della fine dell’ultima era glaciale, svanirono, sostituiti da un nuovo gruppo. Un ricambio di popolazione che riecheggia stranamente ciò che è accaduto nello stesso periodo in Europa, dove 45.000 anni fa arrivarono, secondo gli studiosi, i primi uomini moderni, che furono poi soppiantati da nuovi gruppi, geneticamente diversi, alla fine dell’ultimo massimo glaciale, tra i 19.000 e i 14.000 anni fa. La coincidenza del fenomeno è stata riscontrata grazie alle analisi sul DNA di un maschio asiatico di 19.000 anni fa, che suggerisce la presenza di un nuovo gruppo umano per la prima volta rinvenuto nella regione dell’Amur, strettamente imparentato con gli odierni popoli dell’Asia orientale. Il suo genoma e quello di altri due maschi vissuti circa 14.000 anni fa nella stessa zona sono simili ai resti di uomini antichi recuperati in Siberia e che potrebbero essere membri della popolazione che ha dato origine ai primi nativi americani.

Confrontandoli con altri individui rinvenuti nella stessa zona, gli studiosi hanno scoperto che non appartenevano alle popolazioni lì presenti decine di migliaia di anni prima. «I tre maschi facevano probabilmente parte di un gruppo ancestrale degli odierni asiatici del nord-est, ma non degli asiatici del sud-est. Forse le due popolazioni si divisero, ma ciò avvenne 9.000 anni prima di quanto si pensasse», spiega sul sito dell’American Association for the Advancement of Science (AAAS) il paleogenetista Qiaomei Fu dell’Accademia Cinese delle Scienze, a capo del gruppo di ricerca che ha redatto un nuovo studio sui genomi antichi, pubblicato su CellIn totale, infatti, i ricercatori hanno analizzato il DNA di 25 individui, tutti recuperati nella regione russa dell’Amur, sul bordo dell’altopiano cinese che si estende dalla Mongolia alla Cina settentrionale sino alla Russia orientale. Dalle analisi dei frammenti ossei della calotta cranica di una donna vissuta 34.000 anni fa è stato dimostrato che condivideva il 75% del DNA dei resti un maschio di Tianyuan, vissuto 40.000 anni fa e di uno scheletro femmina della valle del Salkhit in Mongolia, più o meno dello stesso periodo, suggerendo che tutti e tre appartenessero a gruppi interconnessi, che si sono spostati attraverso l'Asia orientale per almeno 7000 anni. Ma alla fine dell’ultimo massimo glaciale, 19.000 anni fa, non c’è più traccia di tale DNA. Scompare, come se si fossero estinti improvvisamente. Come e perché resta un mistero.


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