TUMULO A PIRAMIDE LUMINESCENTE IN SIRIA


03 Jun
03Jun

Un enorme cumulo funerario piramidale, oggi sommerso, che contiene i cadaveri di almeno 30 giovanissimi guerrieri, potrebbe essere il più antico monumento ai caduti mai scoperto, risalente ad almeno 4.300 anni fa. Brillava al sole anche da lontano…


a cura della redazione, 3 Giugno

Uno studio, pubblicato a fine maggio sulla rivista Antiquity, ha portato alla ribalta un cumulo di terra e gesso a forma di piramide scoperto più di venti anni fa nel sito siriano di Tell Banat, ora sommerso. La nuova ricerca che ne sottolinea la somiglianza con la piramide a gradoni di Djoser, in Egitto, lo accomuna per luminescenza alla piramide di Giza (LEGGI ARTICOLO CORRELATO). Anche quella siriana, infatti, «brillava alla luce del sole» e sarebbe stata visibile da molto lontano, tanto che le persone che vivono nella zona ne tramandano la storia come il “Monumento Bianco”. Al suo interno sono stati scoperti i resti di almeno 30 persone, tra cui diversi bambini, dimostrando che gli antichi onoravano i caduti in battaglia già 4.300 anni fa, «come se i loro cadaveri dovessero raggiungere il cielo». Una sepoltura che per Adriano Forgione, direttore della rivista Fenix, ha un grande valore simbolico: «Il concetto di trasmutazione dell’Anima e di trasmigrazione verso il cielo è presente in questo tumulo in maniera molto forte, come avviene per le piramidi egizie: i corpi rinvenuti erano sicuramente membri di uno stesso gruppo, forse anche importanti dal punto di vista del lignaggio, altrimenti non sarebbero stati sepolti all’interno di una piramide luminescente, che identifica la resurrezione, il grembo della madre che dà nuova vita, il Sole che risorge». Gli studiosi hanno anche scoperto che il presunto memoriale fu edificato su una struttura precedente ancora ignota.

La superficie ondulata del Monumento Bianco ©Euphrates Salvage Project - Antiquity  - ACQUISTA FENIX  

Il tumulo fu scoperto tra il 1988 e il 1999 da un team di ricercatori dell’Euphrate Salvage Project, prima di essere inondato a causa della costruzione della diga di Tishreen. Allora i ricercatori non ne avevano compreso appieno lo scopo. Pur avendo effettuato gli scavi prima che il sito fosse allagato, solo recentemente Anne Porter e Thomas McClelland, insieme agli studenti dell’Università di Toronto, hanno esaminato i reperti provenienti dal loro scavo, determinando che il sito era probabilmente un monumento ai caduti, forse l’esempio più antico conosciuto al mondo. Se così fosse rappresenterebbe il primo di un particolare tipo di monumento descritto nelle antiche iscrizioni della Mesopotamia, che narrano di corpi dei nemici o dei caduti in battaglia accatastati per formare una struttura altamente organizzata. «Non sappiamo se furono i vincitori o i perdenti di quella battaglia. Sappiamo che presero i corpi dei morti da qualche altro luogo, forse molto tempo dopo l’evento, e li seppellirono in un enorme tumulo che era visibile per miglia», spiega Porter, che è professoressa di Antiche Civiltà del Vicino e Medio Oriente presso l’Università di Toronto.

 Finita la battaglia: la “Stele degli avvoltoi” e l'inizio della narrazione storica nell'arte del Vicino Oriente antico. Studi nella storia dell'arte 16: 11-32 (1985) - ©Euphrates Salvage Project - Antiquity 

Le ossa, che sembrano essere state dissotterrate e reinterrate, potrebbero provenire da un campo di battaglia più antico o da un cimitero. Ciò che è evidente, agli occhi degli studiosi, è che sono state selezionate, sistemate e infine monumentalizzate con cura, molto tempo dopo la morte. «Collezioni di ossa umane sono state depositate nel riempimento mentre venivano costruite le fasi orizzontali del monumento. Sono state posizionate direttamente sul terreno, senza copertura o demarcazione speciale. Sebbene piccole, frammentarie e in qualche modo diffuse, le ossa sono state comunque collocate intenzionalmente in raggruppamenti», scrive il team su Antiquity. Cosa ancora più curiosa, nonostante in molti casi sia stato diffcile identificarne l’età e il sesso, è che la maggior parte dei copri che sono stati rinvenuti erano maschi e avevano tra gli 8 e i 10 anni, massimo 20. 

Sigilli di Tell Brak; a–c) ridisegnato da Oates (2001: fig. 313); d) ridisegnato da Jans & Bretschneider (1998: cat 6) - ©Euphrates Salvage Project - Antiquity 

I corpi sono stati sepolti secondo uno schema distinto. Alcuni erano in coppia, coperti da pelli di animali. Insieme a uno dei defunti, la squadra ha trovato anche un modello di un carro coperto, una ruota fatta di argilla insieme a una figurina che rappresenta un kunga: «Si tratta di una razza di equidi simile a un asino raffigurata nell’arte antica come animali da traino per veicoli», sottolineano i ricercatori. Altri avevano sepolture individuali. Vicino ai loro corpi sono stati trovati anche diversi “proiettili” da fionda, che potrebbero simboleggiare il ruolo svolto dal defunto quando era vivo. «Non sappiamo se appartenevano a un antico esercito organizzato diviso in diverse unità, ma sono emersi modelli che suggeriscono che gli individui collocati nel memoriale hanno partecipato alla battaglia in modo formale, organizzati come i pezzi di una scacchiera».


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